Parigi, 9 aprile 2026 – Si è spento all’età di 95 anni Mario Adorf, icona del cinema europeo e volto imprescindibile del cinema italiano e tedesco. L’attore svizzero, nato a Zurigo nel 1930 da madre tedesca e padre calabrese, si è spento mercoledì 8 aprile nel suo appartamento parigino dopo una breve malattia. La notizia è stata confermata dal suo manager di lunga data, Michael Stark, al settimanale tedesco Der Spiegel e all’agenzia di stampa DPA.
Una carriera lunga e poliedrica
Con oltre 200 film all’attivo, Mario Adorf è stato una delle figure più versatili e amate del panorama cinematografico internazionale. La sua capacità di interpretare ruoli complessi, spaziando da mafiosi carismatici a membri dell’alta società e rappresentanti della legge, ha segnato un’epoca. Tra i suoi lavori più celebri figurano collaborazioni con registi di fama mondiale come Sam Peckinpah, Dario Argento, Luigi Comencini, Fernando Di Leo e Volker Schlöndorff. Quest’ultimo lo ha diretto in capolavori come Il tamburo di latta (1979), vincitore dell’Oscar come miglior film straniero, e Il caso Katharina Blum (1975), tratto dal romanzo di Heinrich Böll.
Nel cinema italiano, Adorf è diventato una vera e propria icona del poliziottesco, con interpretazioni indimenticabili in film come Milano calibro 9 e La mala ordina, dove ha interpretato il ruolo di Luca Canali, caratterizzato da una performance intensa e doppiata da Stefano Satta Flores.
Il legame con il cinema italiano e la versatilità artistica
L’attore ha avuto un rapporto privilegiato con Cinecittà, debuttando nel 1961 con A cavallo della tigre di Luigi Comencini. Negli anni Sessanta e Settanta, Adorf ha lavorato con maestri italiani come Antonio Pietrangeli e Dino Risi, partecipando a pellicole di culto quali Io la conoscevo bene e Operazione San Gennaro. La sua filmografia comprende anche la celebre collaborazione con Dario Argento nel thriller L’uccello dalle piume di cristallo (1970).
Oltre al cinema, Mario Adorf ha spaziato nel teatro, nella televisione e nella musica, cimentandosi anche come scrittore e doppiatore. Nel 2006 è stato eletto il secondo attore tedesco più importante di tutti i tempi dalla trasmissione Unsere Besten, e nel 2016 ha ricevuto il Pardo d’onore alla carriera al Festival di Locarno.
Riconoscimenti e vita privata
Adorf ha ricevuto numerosi premi e onorificenze, tra cui la cittadinanza onoraria di Mayen, dove ha vissuto a lungo, e una laurea honoris causa dall’Università di Magonza. Sposato due volte, ha avuto una figlia, Stella Adorf, anche lei attrice.
Il suo contributo al cinema rimane indelebile, testimone di un’epoca e di un’arte che ha saputo attraversare generi e confini culturali con rara maestria. Mario Adorf lascia un’eredità artistica straordinaria, segnata da una presenza scenica intensa e da una capacità unica di portare sullo schermo personaggi di grande spessore emotivo e narrativo.






