Milano, 23 gennaio 2026 – È in uscita oggi Hyperlove, il nuovo album di Mika, artista dal background internazionale nato a Beirut e naturalizzato britannico, che da oltre vent’anni si distingue nel panorama del pop mondiale con oltre 20 milioni di album venduti. Con questo disco, Mika segna una svolta significativa nella sua carriera, puntando su una musica che unisce libertà creativa, rischio e vulnerabilità.
Hyperlove: un pop di resistenza e follia creativa
«Il mio pop non è leggero, è bruciante. Ed è una forma di resistenza», racconta Mika all’ANSA, sottolineando come Hyperlove sia nato dal desiderio di rompere schemi e aspettative commerciali. Anticipato dal singolo Immortal Love, il disco è stato scritto al pianoforte, senza censure esterne, definito dallo stesso artista come «una follia necessaria».
L’album fonde il calore delle imperfezioni analogiche con la vitalità del pop elettronico, incarnando quella che Mika definisce «la libertà elettrica». Questo progetto musicale esplora la tensione tra digitale e fragilità umana, proponendo l’idea di un “hyper-love” come forza euforica e indispensabile per dare senso all’epoca contemporanea. «Dopo vent’anni sono ancora qui perché celebro la mia parte alternativa, anche facendo pop», afferma il cantautore.
Musica come risposta al mondo contemporaneo e legame con l’Italia
Nel racconto di Mika, Hyperlove è anche una risposta alla realtà attuale, segnata da conflitti e instabilità. «Ci sono cose che oggi mi provocano rabbia e disgusto, come le guerre», ammette, «ma più il mondo ti spaventa, più devi aprire le finestre invece di chiuderle. La mia risposta è cantare più forte, andare meno lisci». Questa visione di resistenza si traduce non solo nella musica, ma anche nel teatro e in una dimensione artistica collettiva: «In questi vent’anni ho costruito una compagnia di musica e di teatro, una troupe. È il mio modo di non perdere luce e speranza graffiante».
Particolarmente forte è il legame con l’Italia, che Mika ama profondamente, lontano da stereotipi turistici. «Io vivo nel piccolo, nella campagna. Amo l’artigianato, gli atelier, i paesi. Non ho una visione gondoliera dell’Italia. Attenzione a non cadere nella trappola dell’Italia impacchettata per i turisti. L’anima italiana non deve essere messa sotto vuoto», spiega l’artista.
In vista del futuro, Mika confessa nuovi progetti: oltre all’ambizione di lavorare su un’opera lirica, immagina un programma televisivo dedicato alla cultura italiana contemporanea, un viaggio dal Nord al Sud per esplorare teatro, musei, artisti e artigiani, «non una scatola di cioccolatini, ma un’esplorazione vera».
Il lancio di Hyperlove inaugura così una nuova fase della carriera di Mika, accompagnata dallo Spinning Out Tour, che lo porterà nuovamente sui palchi italiani a marzo, con tappe a Bologna il 2 e Torino il 4.

