Roma, 7 aprile 2026 – Nella prima puntata della settima edizione di Belve, in onda in prima serata su Rai2, Micaela Ramazzotti si è raccontata con sincerità e ironia, affrontando temi delicati come la fine del suo matrimonio con il regista Paolo Virzì. L’attrice ha aperto il suo cuore in un’intervista intensa con la conduttrice Francesca Fagnani, rivelando momenti di profonda sofferenza e riflessioni sulla sua vita privata e professionale.
Micaela Ramazzotti e la fine del matrimonio con Paolo Virzì
Durante la trasmissione, Ramazzotti ha confessato di aver vissuto un periodo di grande dolore: “Mi portavo dentro un magone, ho passato momenti bui“, ha detto, aggiungendo che la causa principale di questa tristezza era “la mancanza d’amore, l’essere disprezzata“. La conduttrice ha poi citato un’affermazione di Virzì, secondo cui il matrimonio sarebbe servito per convincerla a interpretare la giovane Sandrelli nel film La prima cosa bella. L’attrice ha risposto: “Quel film lo avrei fatto lo stesso, non c’era bisogno di sposarmi per finta! Avrei risparmiato un botto di soldi per il divorzio“.
Ramazzotti ha inoltre raccontato la celebre lite al ristorante con l’ex marito definendola “una brutta figuraccia“. Con un tocco di humor, ha commentato la domanda sul cosiddetto “circoletto” del cinema: “La tessera ce l’avevo, ma ha preso fuoco!“.
Sul fronte sentimentale, parlando del nuovo compagno Claudio, ha scherzato sul fatto che il loro matrimonio non si concretizza perché “non si trovano le carte del divorzio! Saranno disperse nel mare di Livorno insieme a qualche testa di Modigliani…“.
Il rapporto con Valeria Bruni Tedeschi e altre riflessioni
Un momento inaspettato dell’intervista è stato il confronto con Valeria Bruni Tedeschi, sua partner nel film La pazza gioia. Alla domanda se fossero rimaste amiche, Ramazzotti ha risposto con una battuta pungente: “Eh c’è un grande problema: lei è nata ricca, io no. Per me non ci sono mai stati i camerieri“, accompagnando la frase con una sua imitazione.
Micaela Ramazzotti, nata a Roma nel 1979, ha costruito una carriera di successo, riconosciuta con numerosi premi tra cui il David di Donatello e i Nastri d’argento. Il suo racconto a Belve offre uno sguardo sincero sulla complessità delle relazioni umane, lontano dalle apparenze del mondo dello spettacolo.






