Ospite del podcast Supernova, Jovanotti si è concesso una lunga chiacchierata con l’amico Alessandro Cattelan, svelando i retroscena della sua vita quotidiana e della sua visione del mondo. Il ritratto che emerge è quello di un artista in perenne movimento, capace di trasformare i limiti in risorse e di guardare al futuro con un ottimismo mai banale. Tra riflessioni sulla spiritualità fluida e il racconto del suo legame con New York, Lorenzo Cherubini dimostra ancora una volta di essere il “ragazzo fortunato” della musica italiana, pur non nascondendo le fatiche della sua attuale condizione fisica.
Disciplina e spiritualità: la nuova routine di Jovanotti
Dopo l’incidente che lo ha colpito, la quotidianità di Jovanotti ha subito una trasformazione radicale, virando verso una disciplina quasi monastica. L’artista ha rivelato di svegliarsi alle 5:30 del mattino per dedicarsi alla meditazione e a un intenso allenamento fisico, necessario per recuperare la funzionalità della parte sinistra del corpo. “Io devo allenarmi tutti i giorni… il mio chirurgo mi ha detto: tu sei come una bottiglia con un buco sotto, per cui devi sempre rabboccare”, ha spiegato Lorenzo descrivendo la necessità di mantenere il sistema neuromuscolare sempre attivo.

Questa disciplina si intreccia con una spiritualità eclettica e mai dogmatica. Nelle fonti emerge come la sua fede sia un percorso dinamico: “Riesco a essere cattolico alle 9:00 di mattina, poi divento buddista verso le 11:00 e poi divento ateo a mezzogiorno”. Lorenzo si definisce un “cattolico riluttante” che però riconosce nel Vangelo una forza dirompente e imbattibile, affascinato dai grandi racconti biblici che considera archetipi fondamentali della natura umana.
Creatività, tecnologia e il viaggio verso “L’Arca di Lorè”
Il nucleo centrale dell’intervista tocca l’evoluzione del mercato musicale e il processo creativo di Jovanotti, che spesso parte da una semplice intuizione lessicale. Brani iconici come L’ombelico del mondo o Ragazza magica sono nati infatti da un titolo: “Il titolo ha già dentro tutto… ragazza magica viene bene per forza, è già venduto”. Guardando al panorama attuale, l’artista riflette sul rischio che gli algoritmi possano condizionare il libero arbitrio, sostenendo che solo la “cultura profonda” e i classici (come Dostoevskij o Manzoni) possano offrire gli strumenti per restare reattivi di fronte al cambiamento.
L’orizzonte futuro è segnato dal nuovo tour, “L’Arca di Lorè”, un titolo che richiama l’archetipo biblico della salvezza in un’epoca di crisi permanente. Jovanotti ha espresso il desiderio di portare la sua musica in luoghi complessi come il Congo o il Niger, nonostante i dilemmi geopolitici. Per lui, il valore del viaggio e dell’incontro supera la tentazione di restare isolati: “Se la risposta è rimaniamo ognuno a casa propria e non cambia mai niente, io sono sempre per andare, per mischiare”. Che sia in uno studio di registrazione a New York o su una spiaggia italiana, Lorenzo Cherubini continua a cercare quel “varco” che gli permetta di vedere il buono che l’umanità ha saputo costruire.






