Il dibattito sul finale di Game of Thrones (o Il trono di spade, se preferite il titolo italiano) non si è mai davvero spento. A distanza di anni dalla conclusione della serie, l’ottava stagione continua a essere percepita come una ferita aperta per una parte consistente del pubblico. Dopo quasi dieci anni di intrecci complessi, alleanze mutevoli e svolte narrative spesso brutali, l’epilogo è apparso a molti affrettato e privo del necessario peso emotivo. Una chiusura che ha segnato profondamente l’eredità di una delle serie televisive più influenti di sempre.
Un finale che non ha convinto tutti
Quando Game of Thrones si è conclusa nel 2019, la sensazione diffusa era che le ultime puntate non avessero saputo valorizzare appieno il percorso dei personaggi. Non tanto per le destinazioni finali scelte dagli autori, quanto per il modo rapido e talvolta superficiale con cui quelle scelte sono state raccontate. Archi narrativi costruiti con pazienza per anni si sono risolti in poche scene, lasciando poco spazio alla riflessione e all’elaborazione emotiva.
Westeros non è mai stata abbandonata
Nonostante la chiusura della serie madre, l’universo di Westeros è rimasto centrale nelle strategie di HBO. Il successo del prequel House of the Dragon dimostra che l’interesse del pubblico è tutt’altro che svanito. Tuttavia, questa serie guarda al passato (proprio come altri progetti in cantiere), mentre resta ancora inesplorato ciò che accade dopo la sconfitta del Re della Notte e l’ascesa di Bran Stark al Trono di Spade, eventi risolti in modo estremamente rapido nel finale.
Il peso della stagione 8 sull’eredità di Game of Thrones
HBO è consapevole delle critiche rivolte all’ultima stagione e sa che il valore a lungo termine del marchio Game of Thrones dipende anche dalla capacità di dare un nuovo significato a quel finale controverso. Una serie sequel rappresenterebbe un’occasione rara per rafforzare retroattivamente la conclusione della storia, senza necessariamente riscriverla. Non a caso, nel corso degli anni, l’idea di un sequel non è mai stata completamente accantonata.
Le ipotesi su un sequel di Game of Thrones
Secondo quanto riferito da George R. R. Martin, diverse proposte di continuazione ambientate dopo gli eventi della serie originale sono state discusse internamente. Tra queste, anche un progetto collocato temporalmente dopo la fine dell’ottava stagione. Il sequel dedicato a Jon Snow, a lungo al centro delle attenzioni, non ha però trovato una direzione narrativa convincente ed è rimasto bloccato.
Arya Stark e l’orizzonte oltre Westeros
Tra le opzioni più suggestive emerge quella di una serie incentrata su Arya Stark. Il suo finale aperto, con la partenza verso ovest alla scoperta di terre sconosciute, ha alimentato per anni le speculazioni dei fan. Una storia focalizzata su Arya permetterebbe di esplorare zone mai viste del mondo di Game of Thrones, mantenendo al tempo stesso un forte legame con la serie originale.
Un racconto lontano dal Trono di Spade
Un eventuale sequel su Arya non richiederebbe un ritorno ad Approdo del Re né il riproporsi delle consuete lotte di potere. Al contrario, offrirebbe l’opportunità di ampliare la mitologia della saga, osservando le conseguenze degli eventi del finale da una prospettiva diversa. Arya, che ha sempre rifiutato il potere, potrebbe rappresentare un punto di vista ideale per raccontare il nuovo equilibrio di Westeros.
Dare nuovo significato agli eventi del finale di Game of Thrones
Uno dei principali problemi della stagione 8 è stata la mancanza di respiro narrativo. Un sequel consentirebbe di riconsiderare gli eventi degli ultimi episodi, mostrando le conseguenze a lungo termine delle scelte compiute. In questo modo, momenti che inizialmente sono apparsi deboli potrebbero acquisire maggiore profondità e coerenza. Certo, i buchi logici e le incongruenze rimarrebbero tali, ma in una situazione del genere è del tutto impossibile salvare sia la capra che i cavoli.
Il ruolo di Arya dopo la sconfitta del Re della Notte
L’uccisione del Re della Notte da parte di Arya è stata una delle scene più spettacolari della serie, ma anche una delle più discusse. Per molti spettatori, il gesto è sembrato scollegato dall’arco narrativo del personaggio, incentrato per la maggior parte del tempo sul desiderio di vendetta e sul concetto di identità. Un sequel potrebbe trasformare quell’atto in un vero punto di svolta, dando spazio alle conseguenze psicologiche e simboliche di aver salvato l’intero continente.
Bran Stark e un regno tutto da raccontare
Anche l’incoronazione di Bran Stark potrebbe essere rivalutata attraverso nuove storie. Mostrare come funziona Westeros sotto il suo regno, tra stabilità e fragilità, darebbe maggiore spessore a una scelta che nel finale è apparsa improvvisa e poco sviluppata.
Perché il sequel su Jon Snow è in stallo?
Il progetto dedicato a Jon Snow si è scontrato con difficoltà narrative evidenti. Il personaggio aveva concluso il suo arco in modo volutamente dimesso, tornando oltre la Barriera e rinunciando al potere. Costruire una nuova storia senza tradire quella conclusione richiede un equilibrio complesso, reso ancora più delicato dal legame diretto con gli elementi più controversi della stagione 8.
La strategia prudente di HBO
HBO sembra intenzionata a evitare una sovraesposizione del franchise. Con House of the Dragon come pilastro centrale, la rete preferisce muoversi con cautela, rimandando i sequel più rischiosi fino a quando non emergerà una visione creativa davvero solida.
Le possibili strade per il futuro di Game of Thrones
Oltre ad Arya e Jon Snow, esistono altre ipotesi: storie ambientate anni dopo il finale, con personaggi come Sansa Stark o Tyrion Lannister alle prese con le conseguenze politiche delle loro scelte, oppure un formato antologico capace di raccontare come i vari regni reagiscono al ritorno di draghi e minacce credute leggendarie.
Trasformare un finale discusso in un nuovo inizio
La chiave per rafforzare l’eredità di Game of Thrones non è cancellare il finale, ma continuare il racconto. Considerare l’ottava stagione come un passaggio e non come un punto definitivo permetterebbe di aggiungere profondità e significato a una saga che, per molti, si è interrotta troppo presto.
