La notte dei Grammy 2026 non ha soltanto celebrato le uscite musicali dell’ultimo anno, ma ha riscritto la storia del premio più ambito dell’industria discografica. Durante la 68ª edizione della cerimonia, andata in scena il 1° febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles, diversi artisti già leggendari hanno consolidato il proprio status, mentre Kendrick Lamar ha compiuto un sorpasso che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Con quattro statuette vinte in una sola serata, il rapper di Compton è diventato l’artista hip hop più premiato di sempre, raggiungendo e superando quota 26 Grammy in carriera.
Kendrick Lamar riscrive i record del rap ai Grammy
La performance di Kendrick Lamar ai Grammy 2026 rappresenta un punto di svolta per la storia del rap ai Grammy. Grazie ai successi ottenuti con “Luther”, la collaborazione con SZA che ha dominato le classifiche, Lamar ha conquistato i premi per Record of the Year e Best Melodic Rap Performance. A questi si sono aggiunti il Grammy per la miglior canzone rap come co-autore di “tv off” e quello per la miglior performance rap come artista ospite in “Chains & Whips” dei Clipse. Il bottino complessivo lo ha portato a 26 premi, superando Jay-Z, fermo a 25, e Ye, che ne conta 24. Un’ascesa rapidissima, se si considera che Lamar ha iniziato a vincere Grammy soltanto nel 2015, quando i suoi diretti rivali avevano già superato le venti statuette.
Un’edizione dei Grammy che rafforza le gerarchie storiche
Oltre a Lamar, la cerimonia del 2026 ha visto crescere anche il palmarès di altri artisti già membri del cosiddetto “club dei 20 Grammy”. Chick Corea, scomparso nel 2021, ha ricevuto il suo 29° premio postumo grazie alla vittoria per la miglior performance jazz con “Windows – Live”, realizzata insieme a Christian McBride e Brian Blade. John Williams ha raggiunto quota 27 vincendo il Grammy per il miglior film musicale con Music by John Williams, mentre l’ingegnere del suono Serban Ghenea ha toccato i 24 riconoscimenti grazie al lavoro come mixer su “Abracadabra” di Lady Gaga, premiata come miglior registrazione dance pop. Nessun nuovo nome, invece, è riuscito a entrare per la prima volta nella ristretta élite di chi ha vinto almeno 20 Grammy competitivi.
Kirk Franklin e il primato nel gospel
Con 20 Grammy all’attivo, Kirk Franklin è l’artista gospel più premiato nella storia dei Grammy. Il suo primo successo risale al 1997, quando vinse per il miglior album contemporary soul gospel con Whatcha Lookin’ 4. L’ultimo riconoscimento è arrivato nel 2024 grazie a “All Things”, premiato come miglior performance/canzone gospel. Nel corso della sua carriera ha collezionato 33 nomination e nel 2023 ha vissuto la sua notte più fortunata, portando a casa tre premi in un’unica edizione.
Henry Mancini, l’era d’oro delle colonne sonore
Henry Mancini ha scritto alcune delle pagine più iconiche della musica per il cinema e la televisione. I suoi 20 Grammy raccontano una carriera iniziata in modo clamoroso nel 1959, con due vittorie alla prima edizione dei premi. Il momento più memorabile resta il 1962, quando vinse cinque statuette in una sola notte, trainato dal successo senza tempo di “Moon River”. Mancini è scomparso nel 1994, ma il suo contributo è stato riconosciuto anche con un Grammy alla carriera assegnato postumo.
Pat Metheny e il regno del jazz fusion
Pat Metheny ha costruito un percorso coerente e riconoscibile, diventando uno dei nomi più influenti del jazz moderno. I suoi 20 Grammy sono in larga parte legati alle categorie jazz e jazz fusion, a partire dalla prima vittoria del 1983 con Offramp del Pat Metheny Group. L’ultimo premio è arrivato nel 2013 con Unity Band. Pur non avendo mai dominato una singola serata con grandi sweep, Metheny ha mantenuto una presenza costante ai Grammy per oltre tre decenni.
Al Schmitt, il genio dietro il suono
Al Schmitt rappresenta una figura centrale per chi lavora dietro le quinte. I suoi 20 Grammy, vinti nell’arco di sei decenni diversi, testimoniano un talento tecnico fuori dal comune. Dalla collaborazione con Henry Mancini negli anni Sessanta fino al surround mix di Live Kisses di Paul McCartney nel 2014, Schmitt ha segnato la storia dell’ingegneria del suono. Nel 2006 ha ricevuto un Trustees Award, riconoscimento dedicato a chi ha contribuito in modo decisivo all’industria musicale senza stare sotto i riflettori.
Bruce Springsteen, l’icona rock solista
Con 20 Grammy, Bruce Springsteen detiene il record per il maggior numero di premi vinti da un artista rock solista. Il suo primo riconoscimento arrivò nel 1985 con “Dancing in the Dark”, mentre l’ultimo risale al 2010. Il momento simbolo resta il 1995, quando vinse quattro Grammy in una notte grazie a “Streets of Philadelphia”, brano che ha segnato uno dei passaggi più intensi della sua carriera.
Vince Gill e il dominio nel country
Vince Gill è il cantante country maschile più premiato nella storia dei Grammy, con 22 statuette. Dal successo iniziale di “When I Call Your Name” nel 1991 fino alla vittoria del 2021 con “When My Amy Prays”, Gill ha costruito una carriera longeva e rispettata. Curiosamente, non ha mai vinto più di due Grammy in una singola edizione, ma la sua costanza lo ha portato ai vertici assoluti del genere.
U2, il gruppo più premiato di sempre ai Grammy
Con 22 Grammy, gli U2 restano il gruppo più vincente nella storia dei premi. Dall’esplosione globale con The Joshua Tree alla consacrazione definitiva con How to Dismantle an Atomic Bomb, la band irlandese è anche l’unico duo o gruppo ad aver vinto due volte l’Album of the Year. Il 2006 è stato il loro anno d’oro, con cinque vittorie in una sola notte.
Serban Ghenea, il re dei mixer
Serban Ghenea ha raggiunto quota 24 Grammy, diventando l’ingegnere del suono più premiato di sempre. Nato in Romania e cresciuto in Canada, ha lavorato con alcuni dei più grandi nomi del pop contemporaneo. Il suo anno più straordinario è stato il 2018, quando ha conquistato cinque premi grazie ai lavori con Bruno Mars e The Weeknd.
Ye e Jay-Z, i pionieri del rap ai Grammy
Ye conta 24 Grammy e resta uno degli artisti più influenti della sua generazione. Dalle tre vittorie del 2005 fino ai successi del 2022, ha vissuto diverse notti trionfali, con due edizioni chiuse a quattro premi ciascuna. Jay-Z, invece, ha raggiunto quota 25, mantenendo a lungo il primato nel rap. Il suo ultimo Grammy è arrivato nel 2025 come autore nell’album Cowboy Carter di Beyoncé, che gli ha garantito l’Album of the Year.
Le leggende della classica che vantano più di 25 Grammy
Nella fascia dei 25 Grammy figurano anche nomi storici della musica classica come David Frost, Vladimir Horowitz e Stevie Wonder. Quest’ultimo resta unico per aver vinto l’Album of the Year con tre album consecutivi negli anni Settanta. Pierre Boulez ha raggiunto 26 premi, mentre John Williams ne ha collezionati 27 grazie a una carriera che attraversa mezzo secolo di cinema.
Alison Krauss, Quincy Jones e Chick Corea
Alison Krauss, con 27 Grammy, è una delle figure più premiate della musica roots e bluegrass, mentre Quincy Jones ha chiuso la sua carriera con 28 statuette, distribuite su sei decenni. Chick Corea, con 29 Grammy, rappresenta uno dei vertici assoluti del jazz, anche grazie ai numerosi riconoscimenti postumi ricevuti dopo la sua scomparsa.
Georg Solti e Beyoncé, i due estremi della classifica
Sir Georg Solti resta una leggenda assoluta della direzione d’orchestra con 31 Grammy, record per un artista nato fuori dagli Stati Uniti. In cima alla classifica, però, c’è Beyoncé, che con 35 Grammy detiene il primato assoluto nella storia dei premi. Dalle prime vittorie con le Destiny’s Child fino al trionfo del 2025 con Cowboy Carter, la sua carriera è diventata un punto di riferimento senza precedenti per l’intera industria musicale.






