Cuneo, 8 aprile 2026 – Nel corso dei “Dialoghi sul talento” ospitati al Palazzetto dello Sport di Cuneo, George Clooney ha lanciato un monito forte riguardo ai pericoli delle derive radicali in politica. L’attore e attivista ha sottolineato come “minacciare la fine di una civiltà è un crimine di guerra”, affermando la necessità di mantenere un limite di decenza nel confronto politico anche quando si sostengono posizioni conservatrici.
Clooney: un appello alla responsabilità politica e alla legalità internazionale
Durante l’incontro, organizzato dalla Fondazione CRC in collaborazione con la Clooney Foundation for Justice e il supporto di Collisioni, l’attore ha rivolto parole di preoccupazione soprattutto in relazione all’attuale clima politico internazionale. “Alcuni sostengono Donald Trump, ma se c’è qualcuno che vuole porre fine alla civiltà questo è un crimine di guerra”, ha detto Clooney davanti a tremila studenti provenienti dalle scuole superiori della provincia di Cuneo.
L’attore ha anche evidenziato l’importanza della NATO come baluardo di sicurezza per l’Europa e il mondo, esprimendo timori sul suo possibile smantellamento: “La NATO ha fatto sì che l’Europa e il resto del mondo fossero sicuri. Smantellare un’istituzione come questa mi preoccupa”. Clooney ha riconosciuto gli errori commessi dagli Stati Uniti, ma ha ricordato anche i meriti e le eccezionali azioni portate avanti dal Paese.
Il contesto delle dichiarazioni: le tensioni di Donald Trump
Le parole di Clooney arrivano in un momento di forte tensione politica internazionale, soprattutto in seguito alle dichiarazioni provocatorie di Donald Trump, che sul social Truth ha scritto che “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”. Trump ha aggiunto che, pur non volendo ciò, probabilmente succederà, ma ha lasciato aperta la possibilità che possa accadere qualcosa di “meraviglioso e rivoluzionario” in seguito a un cambio di regime.
In questo contesto, il messaggio di Clooney si fa portavoce di un richiamo alla legalità e alla tutela dei diritti civili, coerente anche con l’impegno della sua compagna, Amal Clooney, celebre avvocato per i diritti umani e consulente del procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aja. Amal Clooney ha contribuito alla richiesta di mandati di arresto per crimini di guerra nei confronti di figure di rilievo coinvolte nei conflitti recenti, sottolineando la necessità di proteggere i civili e far rispettare la legge internazionale.
L’evento di Cuneo ha rappresentato un momento di riflessione importante soprattutto per i giovani, chiamati a misurarsi con le sfide etiche e politiche del nostro tempo attraverso la voce di un attore impegnato e di una figura che coniuga impegno culturale e giuridico.






