Un’intera notte per raccontare un artista che della notte è stato sovrano. Arriva in prima visione il 21 febbraio alle 21.15 su Sky Documentaries, in streaming su NOW e disponibile on demand, Franco Califano – Nun ve trattengo, documentario che rievoca la figura di Franco Califano attraverso un racconto intimo e suggestivo. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film è diretto da Francesca Romana Massaro e Francesco Antonio Mondini e si propone come un viaggio nella memoria, tra musica, parole e testimonianze di chi ha condiviso con il “Califfo” un tratto di strada.
Una notte, una radio, una città
La narrazione si svolge nell’arco di una sola notte, nella sua amata Roma. Il cuore del racconto batte negli studi di Radio Radicale, dove uno speaker conduce una trasmissione dedicata al Maestro. Le voci si alternano, i ricordi affiorano, mentre la musica e materiali inediti si intrecciano alla stessa voce di Califano, che risuona potente e inconfondibile.
Parallelamente, all’esterno, Raffaele Vannoli – nei panni di un moderno Caronte – attraversa la città a bordo di un’auto d’epoca. Sintonizzato sulle frequenze della radio, percorre una Roma onirica e dorata, costellata di luoghi simbolo della vita dell’artista. È un viaggio reale e metaforico insieme, che restituisce l’immagine di un mattatore delle notti capitoline, capace di trasformare ogni incontro in racconto e ogni canzone in confessione.
Califano, un ritratto corale tra memoria e musica
A comporre il mosaico intervengono numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura: Claudia Gerini, Francesco Rutelli, Barbara Palombelli, Maurizio Mattioli, Noyz Narcos, Franco126, Ketama126, Federico Zampaglione e molti altri. Le loro testimonianze delineano un ritratto profondo e sfaccettato, capace di andare oltre il personaggio pubblico per restituire l’uomo.
Prodotto da INTERLINEA FILM in associazione con Illmatic Group e distribuito da Europictures, il documentario non è solo un tributo, ma un atto d’amore. Più che un’immagine, resta un suono: quel timbro “disordinato” e vivo, che continua a vibrare nella notte romana e nella memoria collettiva.






