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Caso Julio Iglesias, archiviata l’indagine: il motivo

La Procura spagnola ha chiuso il caso per mancanza di giurisdizione sui presunti abusi avvenuti all’estero; le accusatrici valutano nuove azioni legali

by Marco Andreoli
23 Gennaio 2026
Un primo piano di Julio Iglesias

Jesús Carrero, ¡Hola! magazine, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Madrid, 23 gennaio 2026 – La Procura dell’Audiencia Nacional spagnola ha deciso di archiviare l’indagine preliminare aperta a seguito delle accuse rivolte a Julio Iglesias da due ex collaboratrici, che lo avevano denunciato per presunte aggressioni sessuali e tratta di esseri umani. Le indagini, avviate dopo una denuncia presentata il 3 gennaio da Women’s Link Worldwide, si sono concentrate su fatti che sarebbero avvenuti nel 2021 nelle residenze del cantante nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas.

Motivazioni dell’archiviazione

Il provvedimento di archiviazione è stato motivato dalla mancanza di giurisdizione dei tribunali spagnoli sui fatti contestati, come riportato nel documento ufficiale citato dai media iberici. In particolare, la Procura ha evidenziato che gli episodi denunciati sarebbero avvenuti interamente fuori dal territorio spagnolo e che le denunciate non hanno né nazionalità spagnola né legami stabili con la Spagna, non potendo pertanto la giustizia iberica esercitare competenza sul caso. Inoltre, non risultano rinunce da parte delle autorità della Repubblica Dominicana e delle Bahamas a svolgere indagini sui medesimi fatti.

La difesa di Julio Iglesias, rappresentata dall’avvocato Javier Choclán, aveva presentato una richiesta di archiviazione già il 19 gennaio, sottolineando l’assenza di giurisdizione e denunciando un “pregiudizio reputazionale” subito dal cantante a causa delle fughe di notizie e della copertura mediatica che ha preceduto qualsiasi decisione giudiziaria.

Le accuse contro Julio Iglesias

Le accuse erano emerse da un’inchiesta giornalistica durata tre anni, condotta da elDiario.es e Univision Noticias, che ha raccolto le testimonianze di due donne, una collaboratrice domestica e una fisioterapista personale, che hanno descritto un ambiente lavorativo caratterizzato da controllo, molestie, umiliazioni e terrore all’interno delle cosiddette “casette del terrore” nelle residenze di Iglesias a Punta Cana e Lyford Cay.

Le due donne avevano denunciato non solo abusi sessuali, ma anche reati connessi come la tratta di esseri umani a scopo di lavoro forzato e condizioni lavorative abusive. Le testimonianze sono state supportate da fotografie, messaggi e referti medici raccolti durante l’inchiesta.

Sul fronte politico, la ministra spagnola per le Pari Opportunità, Ana Redondo, aveva espresso l’auspicio che l’indagine andasse avanti con rigore per affrontare il problema della violenza di genere. D’altra parte, la governatrice della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, aveva difeso Iglesias, opponendosi al ritiro della Medaglia d’Oro assegnata all’artista nel 2012.

Julio Iglesias, celebre cantante spagnolo con oltre 300 milioni di dischi venduti, ha sempre respinto con fermezza le accuse. L’archiviazione dell’indagine preliminare non esclude però ulteriori azioni legali da parte delle denuncianti, che possono ancora presentare querela diretta ai giudici istruttori dell’Audiencia Nacional.

Tags: Julio IglesiasSpagna

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