Roma, 23 febbraio 2026 – Carlo Conti risponde con fermezza alle recenti polemiche che lo hanno coinvolto, rigettando le accuse di essere influenzato da pressioni politiche nella scelta degli ospiti per il Festival di Sanremo. Il noto conduttore e direttore artistico ha voluto sottolineare la sua autonomia e indipendenza nel lavoro, ribadendo di essere un “uomo libero” e orgogliosamente “giullare“.
Carlo Conti: “Sono indipendente, nessuna pressione politica“
In conferenza stampa a Sanremo, Carlo Conti ha definito “fantascienza pura” le insinuazioni riguardanti un suo presunto allineamento politico, che in passato lo aveva fatto etichettare come “renziano” e oggi come “meloniano“. “Non ho mai lavorato sotto dettatura di un governo o di un altro – ha spiegato – ho sempre avuto una Rai dalla mia parte ma in assoluta autonomia“. Carlo Conti ha espresso gratitudine verso i dirigenti Rai che hanno garantito autonomia ai direttori artistici del Festival, ribadendo: “Preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno possa pensare di avermi obbligato a prendere un ospite o favorire un artista“.
Riguardo alle polemiche legate alla presenza di Andrea Pucci, e alla successiva rinuncia del comico alla co-conduzione di una serata del Festival, il direttore artistico Carlo Conti ha dichiarato di non aver mai immaginato che la partecipazione del comico avrebbe suscitato un simile clamore, ricordando il successo e la lunga carriera televisiva di Pucci.

Sanremo 2026 e le controversie legate ad Andrea Pucci
Andrea Pucci, comico e cabarettista noto per i suoi monologhi ironici e satirici, era stato inizialmente annunciato come co-conduttore di una serata del Festival 2026. Tuttavia, a seguito di numerose critiche e accuse di posizioni politiche filofasciste e di contenuti giudicati sessisti, omofobi e razzisti, Pucci ha deciso di rinunciare alla partecipazione, dichiarando che gli insulti ricevuti “alterano il patto fondamentale che c’è tra me e il pubblico“.
La decisione ha scatenato un acceso dibattito politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso l’artista, parlando di una “spaventosa deriva illiberale della sinistra“, mentre esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno criticato il governo, accusandolo di distogliere l’attenzione dai problemi reali del Paese, come le emergenze sociali e la crisi economica. Matteo Renzi ha ironizzato sulla condizione politica attuale, sottolineando come si parli più di Sanremo che delle difficoltà degli italiani.
Il caso Pucci ha dunque acceso nuovamente i riflettori sul ruolo della cultura e dell’intrattenimento nella società italiana, evidenziando le tensioni tra libertà artistica e responsabilità sociale in un contesto politico particolarmente polarizzato, tensioni rispedite prontamente al mittente da parte del direttore artistico di questo Sanremo, Carlo Conti.






