Milano, 2 aprile 2026 – Con il suo ultimo album intitolato “Ma’”, Blanco torna a raccontarsi con una schiettezza disarmante, offrendo un viaggio intenso attraverso i propri momenti oscuri e le speranze di rinascita. L’artista, esploso durante la pandemia, utilizza questo lavoro come una sorta di autoanalisi lucida, lontana dagli stereotipi della trap, per parlare di dipendenze, rabbia e relazioni tossiche che hanno segnato il suo percorso personale e artistico.
Un racconto di sofferenza e speranza
Il nuovo disco, in uscita il 3 aprile, si presenta come un mosaico di emozioni contrastanti, in cui si alternano immagini di dolore, inferno e morte, ma anche di luce e fiducia. Blanco stesso ammette di aver attraversato momenti difficili: “Nel disco racconto momenti complicati. Ma c’è anche speranza. In fondo nella vita ogni volta che muori è anche una rinascita”, ha detto Blanco al Corriere della Sera. La sua musica diventa così una testimonianza di autocoscienza, più che un compiacimento autodistruttivo, con la consapevolezza di star uscendo da un tunnel buio.
Il brano che dà il titolo all’album è dedicato alla madre, un pezzo drammatico dove emergono sentimenti di rabbia che, precisa Blanco, sono stati rivolti solo a se stesso e mai agli altri. Durante la lavorazione di alcune tracce, il cantante ha dovuto affrontare anche momenti di tensione personale, come i frequenti litigi telefonici con la madre, che hanno influenzato la scrittura e la registrazione.
Fede, baratri e collaborazioni di spessore
Blanco dichiara di aver superato il baratro e di sentirsi meglio, pur consapevole che la felicità è effimera e va gestita con cura. Pur non aderendo a un dogma religioso preciso, sente la presenza di qualcosa di più grande che guida e sostiene nei momenti difficili: “In quei momenti Dio ti tende la mano”.
L’album si arricchisce della partecipazione di ospiti di rilievo come Elisa e Gianluca Grignani, artisti che condividono con Blanco una profonda autenticità e un vissuto non privo di difficoltà. La collaborazione con Grignani, in particolare, si colloca nella traccia “Peggio del diavolo”, caratterizzata da chitarre rock e un’atmosfera intensa.
Tra rabbia, rock e vita quotidiana
Brani come “Maledetta rabbia” richiamano sonorità anni ’80 e si accompagnano a testi che raccontano la complessità di vivere da “rockstar”, intesa non solo come stile di vita ma come disciplina e voglia di cambiamento positivo. Blanco riflette anche sul suo passato, inclusa la polemica a Sanremo 2023 con le rose distrutte sul palco, definendo quell’episodio un errore dettato dall’impulsività giovanile.
Nonostante il successo, Blanco sottolinea di aver mantenuto uno stile di vita semplice e radicato alle sue origini sul Lago di Garda, dove trova ispirazione nella quotidianità e nella compagnia degli amici di sempre, persone con lavori umili ma dal grande valore umano, a cui dedica la canzone “Ti voglio bene uomo”.
Nel 2026, Blanco si sta preparando a una tournée nei palasport, un passo importante nella sua carriera, mentre continua a esplorare le contraddizioni della sua vita e della sua arte con la sincerità che lo contraddistingue.






