Milano, 26 gennaio 2026 – Il Sud torna protagonista, a sedici anni dal successo di Benvenuti al Sud, la commedia che ha raccontato con ironia e affetto le differenze tra Nord e Meridione, arriva la conferma ufficiale di un nuovo capitolo: Bentornati al Sud. Quello che per lungo tempo è rimasto solo un rumor diventa ora un progetto concreto, pronto a riportare sul grande schermo una delle coppie più amate del cinema italiano: Claudio Bisio e Alessandro Siani.
Bentornati al Sud, l’annuncio ufficiale e il ritorno a Castellabate
A chiarire ogni dubbio è stato Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa Film, intervenuto al TG5. Non sono stati forniti dettagli su trama o date di inizio delle riprese, ma una certezza c’è: il terzo film della saga è in fase di sviluppo. La notizia ha subito acceso l’entusiasmo dei fan.
Il nuovo sequel “Bentornati al Sud” sarà ancora ambientato a Castellabate, il borgo campano diventato iconico proprio grazie al primo film. Una scelta che richiama il valore simbolico del luogo, che negli anni ha beneficiato di una forte visibilità e di un incremento turistico, confermando l’impatto del cinema sull’immaginario collettivo e sul territorio.
Bisio e Siani di nuovo insieme tra stereotipi e cambiamento
Sul grande schermo torneranno Claudio Bisio e Alessandro Siani nei ruoli di Alberto e Mattia, personaggi diventati rappresentativi delle distanze culturali tra Nord e Sud. Nel primo film era Alberto, direttore di un ufficio postale brianzolo, a essere trasferito al Sud, dove si confrontava con una realtà lontana dai suoi pregiudizi. Nel secondo capitolo, invece, i ruoli si erano invertiti, con Mattia alle prese con la Milano frenetica e iperproduttiva.
La saga, diretta da Luca Miniero, ha sempre giocato sugli stereotipi regionali: il milanese rigido e competitivo, il napoletano caotico e creativo. Dietro la comicità, però, Benvenuti al Sud ha raccontato un Paese diviso ma profondamente legato. Come sottolineato dallo stesso Bisio, l’idea di un nuovo sequel, Bentornati al Sud, è anche quella di interrogarsi su ciò che è cambiato in sedici anni e su come oggi si manifesti il rapporto tra Nord e Sud.


