Pisa, 20 gennaio 2026 – In occasione della conferenza stampa per la nuova produzione di Carmen al Teatro Verdi di Pisa, Beatrice Venezi ha rotto il silenzio sulle polemiche riguardanti la sua nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, incarico che assumerà da ottobre 2026. La direttrice d’orchestra lucchese, al centro di forti contestazioni da parte degli orchestrali del teatro veneziano, ha scelto di concentrarsi sull’impegno artistico attuale, evitando di approfondire pubblicamente le controversie.
Beatrice Venezi: tra impegni artistici e polemiche alla Fenice
“Sono grata al Teatro Verdi che mi consente di dirigere in Italia, a pochi chilometri da casa, e sono totalmente concentrata su questo progetto e nient’altro”, ha dichiarato Beatrice Venezi durante la conferenza stampa pisana. La produzione di Carmen, firmata dal regista Filippo Tonon, vedrà la Venezi sul podio dell’Orchestra da Camera Fiorentina con un cast vocale di rilievo, tra cui Laura Verrecchia (Carmen), Valentina Mastrangelo (Micaela), Leonardo Caimi (Don José) e Devid Cecconi (Escamillo). “Questa produzione è stata un impegno totalizzante e bellissimo – ha aggiunto la direttrice – racconta una donna ontologicamente libera, e ho quindi preferito concentrarmi su un’altra Repubblica marinara”.
Riguardo alle contestazioni a Venezia, Venezi ha precisato: “Sono stata impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo e non ho seguito molto le polemiche. Di questa vicenda parlerò a tempo debito. Per ora mi limito a una battuta calcistica di Vujadin Boskov: la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”. Alla domanda sui fraintendimenti con gli orchestrali della Fenice, che hanno chiesto un passo indietro, la direttrice ha risposto: “Non ho ancora messo piede a Venezia e sto aspettando il momento giusto per parlare. Ci sono molti aspetti della vicenda che non sono stati ancora raccontati e che andranno analizzati”.
In merito al danno d’immagine subito dal teatro a livello internazionale, Venezi ha sottolineato come all’estero si interrogano sul perché una fondazione finanziata con fondi pubblici venga sostanzialmente gestita dai sindacati in un contesto che definisce “totalmente anarchico”. In riferimento alle spille di protesta adottate dagli orchestrali, che potrebbero comparire anche a Pisa, ha ironizzato: “Le avrei fatte più stilizzate e magari con degli Swarovski per renderle più eleganti”.

Il contesto culturale e le sfide del Teatro Verdi di Pisa
Il sindaco di Pisa, Michele Conti, ha sottolineato l’importanza della presenza di Beatrice Venezi nel teatro cittadino, definendola “il suggello ideale per celebrare i 150 anni di un capolavoro come Carmen”. Conti ha evidenziato il lavoro ambizioso portato avanti dal presidente Diego Fiorini e dal maestro Marco Tutino, oltre al sostegno economico del Comune pari a 1,6 milioni di euro. “Continueremo su questa strada – ha detto – per restituire alla città un teatro che sia eccellenza nazionale, forte di un bilancio in crescita e di un’offerta culturale sempre più prestigiosa”.
Il concerto di Capodanno alla Fenice, diretto dal maestro Michele Mariotti, ha confermato la tensione all’interno del teatro. Gli orchestrali e i coristi hanno espresso la loro contrarietà alla nomina di Venezi con una spilla simbolica di protesta. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha commentato: “Tutte le forme di protesta garbate sono legittime, mi auguro si possa arrivare presto a scelte condivise”.
Michele Mariotti ha sottolineato l’impegno dell’orchestra nel proporre una lettura fresca di brani noti, evitando la routine: “Dirigere l’opera è una meravigliosa responsabilità e un costante arricchimento”. Il programma include brani sinfonici da Mascagni, Puccini, Rossini e Verdi, oltre a celebri arie come “Nessun dorma” e “Va’ pensiero”, interpretate da solisti di rilievo.


