Genova, 24 marzo 2026 – Amanda Sandrelli, nata a Losanna il 31 ottobre 1964, è un’artista poliedrica che ha saputo costruirsi una carriera solida nel panorama italiano del cinema, della televisione e del teatro, distinguendosi non solo come attrice ma anche come regista. Figlia del celebre cantautore Gino Paoli, scomparso oggi all’età di 91 anni, e della rinomata attrice Stefania Sandrelli, Amanda ha scelto di portare il cognome materno, una decisione che ha radici profonde e simboliche risalenti agli anni Sessanta.
Amanda Sandrelli, la scelta del cognome e un amore fuori dagli schemi
La nascita di Amanda avvenne in un contesto di forte scandalo pubblico: la relazione tra Stefania Sandrelli e Gino Paoli fu infatti al centro dell’attenzione mediatica, poiché lei era una giovane attrice appena sedicenne e lui un uomo sposato e già affermato nella scena musicale italiana.
Contrariamente alle voci circolate nel tempo, Amanda ha chiarito in diverse interviste che il cognome materno non deriva da un mancato riconoscimento paterno, bensì da un accordo tra i genitori. Gino Paoli volle infatti che la figlia si chiamasse Amanda, nonostante il dissenso di Stefania, la quale ottenne in cambio di darle il proprio cognome. Questa scelta rappresentò un “piccolo compromesso” tra due personalità artistiche e genitori consapevoli della complessità della loro situazione.

Amanda Sandrelli e il rapporto con papà Gino Paoli
Il rapporto tra Gino Paoli e Amanda Sandrelli è stato negli anni un legame profondo ma non privo di complessità, nato da una relazione che fece molto discutere all’epoca. Nonostante le difficoltà iniziali, i due hanno costruito nel tempo un rapporto solido, fatto di affetto e riconoscimento reciproco.
A suggellarlo anche un momento artistico condiviso: padre e figlia prestarono infatti le loro voci nella versione italiana del classico Disney La Bella e la Bestia, interpretando insieme il brano omonimo (The Beauty and The Beast). Un episodio simbolico, che unisce musica e famiglia, e che restituisce un’immagine più intima e luminosa di Gino Paoli, lontana dalle polemiche che spesso hanno segnato la sua vita pubblica.
Una carriera ricca di successi e impegni
Amanda Sandrelli ha esordito nel 1984 con il film cult Non ci resta che piangere, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi, dove si fece notare grazie alla sua naturale capacità recitativa. Da allora, ha consolidato la sua presenza nel mondo dello spettacolo con una filmografia che include titoli di rilievo come L’attenzione (1985), Amori in corso (1989), Nirvana (1997) di Gabriele Salvatores, per il quale ha ricevuto una nomination ai Nastri d’Argento, e Christine Cristina (2009), diretto dalla madre Stefania Sandrelli.
Non solo attrice, Amanda ha anche diretto il cortometraggio Un amore possibile (2004) e il documentario Piedi x Terra (2007), quest’ultimo frutto della sua esperienza personale con l’adozione internazionale di Mobwuto, un bambino malawita. Parallelamente alla carriera cinematografica, Amanda ha mantenuto un’intensa attività teatrale, partecipando a produzioni di rilievo come Il bagno (2015), in scena con mamma Stefania, e più recentemente Vicini di casa (2023), confermandosi un’artista versatile e apprezzata.
La vita privata e le sfide personali
Nel 1994 Amanda Sandrelli ha sposato l’attore di origine peruviana Blas Roca-Rey, con cui ha avuto due figli, Rocco (1997) e Francisco (2004), ma la coppia ha annunciato la separazione nel 2013, dopo quasi vent’anni di matrimonio.
Nel corso degli anni, Amanda ha affrontato momenti difficili, in particolare la lotta contro un tumore al seno diagnosticato nel 2009, affrontato con coraggio e dignità, supportata dalla famiglia, tra cui la madre Stefania e il fratello medico Vito.
Gino Paoli: un gigante della musica italiana e padre premuroso
Scomparso oggi a Genova il 24 marzo 2026 all’età di 91 anni, Gino Paoli è stato uno dei pilastri della canzone d’autore italiana. Nato a Monfalcone nel 1934, ha segnato la musica leggera con brani immortali come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, La gatta, Quattro amici e Che cosa c’è. La sua carriera, iniziata alla fine degli anni Cinquanta, si è sviluppata a fianco di una vita personale intensa e spesso tormentata, compresa la relazione con Stefania Sandrelli da cui nacque Amanda.
Paoli ha attraversato molte fasi, dalla militanza nella cosiddetta scuola genovese con amici come Luigi Tenco e Fabrizio De André, alle vicissitudini personali, come la lotta contro l’alcolismo e il tentato suicidio nel 1963. La sua musica, ispirata dal jazz e dalla tradizione francese degli chansonniers, ha rivoluzionato il modo di fare canzone in Italia, portando temi realistici e profondi nel mainstream.
Tra aneddoti noti, Gino Paoli ha raccontato pubblicamente la genesi di Il cielo in una stanza, scritta ispirandosi a una relazione con una prostituta, un episodio che ben rappresenta il suo approccio sincero e privo di ipocrisie all’arte e alla vita.

Un’eredità artistica e famigliare
Amanda Sandrelli ha saputo far fruttare l’eredità culturale e artistica dei suoi genitori, costruendo un’identità propria nel mondo dello spettacolo italiano. La sua carriera, che si estende dal cinema al teatro fino alla regia, riflette una personalità che ha imparato a convivere con la fama ingombrante dei genitori senza esserne sopraffatta, dimostrando una crescita artistica costante e una dedizione autentica al proprio mestiere.
Nel frattempo, il ricordo di Gino Paoli rimane vivo come quello di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana, non solo con la sua voce e le sue canzoni, ma anche con la sua storia personale, intrisa di passione, dolore e talento.






