Christopher North, tastierista e cuore pulsante degli Ambrosia, se n’è andato a 75 anni. La notizia, arrivata il 30 marzo sulla pagina Facebook ufficiale della band, ha lasciato un vuoto profondo nel mondo del rock progressive e soft. Non è stata resa nota la causa esatta della sua morte, ma negli ultimi tempi North aveva affrontato un cammino difficile. Nel 2023 aveva sconfitto un tumore alla gola, una vittoria che sembrava definitiva. Poi, però, un incidente a Santa Monica: un’auto lo ha travolto proprio davanti al suo ristorante preferito. Le ferite, aggravate da una polmonite, hanno inciso pesantemente sulla sua salute. David Pack, amico e cofondatore degli Ambrosia, ha ricordato con tristezza quel giorno: «Un’auto lo ha travolto all’ingresso del suo ristorante preferito a Santa Monica, portandolo via per sempre.»
Nato a San Francisco nel 1951, Christopher North mostrava fin da ragazzino un amore profondo per la musica. Prima di compiere 13 anni suonava già in diverse band. Nel 1970 fondò gli Ambrosia con David Pack, Joe Puerta al basso e Burleigh Drummond alla batteria. La loro storia è quasi leggendaria: Joe Puerta ricorda di aver incontrato North in una baracca improvvisata, intento a suonare l’organo Hammond B3, con una bottiglia di vino appoggiata sullo strumento, una sigaretta in mano e una ragazza che gli massaggiava le spalle. Quel quadro surreale convinse Puerta che quel ragazzo era un talento raro. David Pack lo descrisse così: «Era oscuro, enigmatico, suonava con una forza incredibile, un bluesman innamorato del rock.»
La band decollò rapidamente. Nel 1975 uscì l’album di debutto, intitolato semplicemente “Ambrosia”, con la celebre “Nice, Nice, Very Nice”, ispirata a una poesia di Kurt Vonnegut. Tra il 1975 e il 1980 gli Ambrosia conquistarono le classifiche con cinque singoli nella Top 40, tra cui «Holdin’ On to Yesterday», «How Much I Feel», «Biggest Part of Me» e «You’re the Only Woman ». Nonostante un periodo difficile nel 1977, quando North dovette prendersi una pausa per motivi di salute, tornò a suonare con la band proprio nel momento in cui raggiunsero il loro massimo successo. In quegli anni, tutti e quattro i membri originali collaborarono anche al debutto di rilievo di The Alan Parsons Project, ‘Tales of Mystery and Imagination’.

La maturità artistica e l’eredità di Chris North
North rimase un punto fermo degli Ambrosia fino agli anni 2020, suonando con la stessa passione e energia che lo avevano sempre contraddistinto. Il suo legame con l’organo Hammond B3 era intenso, a volte quasi fisico: David Pack ricorda serate in cui North si feriva le mani o rompeva tasti dello strumento, incarnando un performer feroce e carismatico. La sua tecnica univa virtuosismo e sentimento, dando vita a quei “paesaggi sonori” che hanno definito il suono della band.
La musica di North non era solo un sottofondo per le radio, ma un’esperienza intensa, fatta di emozioni e immagini vivide. Il tributo degli Ambrosia lo ricorda come un vero mago delle tastiere, capace di trasformare ogni esibizione in un momento carico di atmosfera e coinvolgimento. Un musicista che coniugava tecnica e anima profonda. Alla sua scomparsa lascia il fratello Richard, il figlio Reed e la figlia Crystal, oltre a un’eredità musicale che ha segnato generazioni di appassionati di rock.
Con la morte di Christopher North si chiude un capitolo importante per gli Ambrosia e per il rock in generale, ma la sua musica continuerà a vivere nelle note e nelle emozioni che ha saputo regalare in tanti anni di carriera. Il suo lavoro rimarrà un punto di riferimento per chi vorrà ascoltarlo ancora a lungo.






