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Home Esteri

Cosa accadrebbe se gli USA attaccassero la Groenlandia? Lo scenario che spaventa la NATO

Cosa accadrebbe se gli USA attaccassero davvero la Groenlandia? Quale sarebbe la reazione della NATO? Gli scenari.

by Federico Liberi
14 Gennaio 2026
Cosa accadrebbe nel caso di un attacco USA in Groenlandia

Cosa accadrebbe nel caso di un attacco USA in Groenlandia | Pixabay @Hacer_Keles - alanews

Cosa accadrebbe se gli USA attaccassero la Groenlandia? Nelle ultime ore l’amministrazione USA ha ribadito che “l’uso della forza militare per acquisire la Groenlandia è sempre un’opzione”. Una frase che segna un salto di qualità nel linguaggio politico di Washington. Se nel 2019 l’idea di Donald Trump di “comprare” l’isola artica era stata archiviata come una provocazione, oggi il contesto è profondamente cambiato. “Se non prendiamo la Groenlandia, la prenderanno Russia o Cina”, ha dichiarato il presidente a bordo dell’Air Force One l’11 gennaio. “In un modo o nell’altro, avremo la Groenlandia”. Parole che trasformano un’uscita estemporanea in una posizione che suona sempre più istituzionale.

Tra bluff strategico e pressione geopolitica sull’Europa: la situazione tra USA e Groenlandia

L’ipotesi di un intervento militare statunitense in Groenlandia viene letta da molti osservatori come un bluff calcolato. L’obiettivo della Casa Bianca sarebbe duplice: aumentare la pressione sugli alleati europei e, allo stesso tempo, alimentare i sentimenti indipendentisti groenlandesi, indebolendo il legame con Copenaghen. Tuttavia, l’imprevedibilità di Donald Trump resta un fattore da non sottovalutare. Lo stesso presidente ha chiarito che l’opzione militare “resta sul tavolo”, lasciando aperto uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato impensabile. Ma cosa accadrebbe se gli USA dovessero invadere la Groenlandia?

Un’eventuale invasione USA in Groenlandia e la crisi senza precedenti della NATO

Se una vera e propria annessione appare oggi improbabile, un’espansione militare americana sull’isola è invece uno scenario realistico. Il problema principale ricadrebbe sulla NATO: gli Stati Uniti non solo ne fanno parte, ma ne sono il principale pilastro politico e finanziario. Un’azione militare contro la Groenlandia equivarrebbe, di fatto, a un attacco a un Paese alleato.

Cosa accadrebbe nel caso di un attacco USA in Groenlandia
Cosa accadrebbe nel caso di un attacco USA in Groenlandia | Pixabay @dlerick – alanews

 

Qui emerge un vuoto giuridico e politico cruciale. L’articolo 5 del Trattato Atlantico disciplina l’attacco da parte di un soggetto esterno all’Alleanza, ma non prevede esplicitamente cosa accadrebbe se fosse un Paese membro ad aggredirne un altro. Nella fase delle minacce, la risposta sarebbe quella già visibile oggi: tentativi di mediazione e pressioni diplomatiche. In caso di invasione effettiva, la NATO si troverebbe davanti a una crisi interna senza precedenti, con il rischio di isolamento politico ed economico per l’aggressore. Ma nel caso degli Stati Uniti, il peso globale di Washington potrebbe rendere sanzioni e pressioni meno efficaci, soprattutto se le truppe fossero già sul territorio. In quel caso, l’unica via praticabile resterebbe una soluzione negoziata.

Come reagirebbe l’esercito danese se gli USA attaccassero la Groenlandia?

In ogni caso, se dovesse concretizzarsi un attacco, la reazione delle forze armate danesi sarebbe automatica e immediata. I soldati della Danimarca, infatti, sono tenuti a ingaggiare il combattimento senza attendere ordini superiori in caso di invasione del territorio nazionale. A stabilirlo è una direttiva militare risalente al 1952, che il ministero della Difesa ha confermato essere tuttora in vigore.

Il cosiddetto “ordine permanente” impone al personale militare di “ingaggiare immediatamente la lotta” contro qualsiasi attacco, anche in assenza di una formale dichiarazione di guerra o di indicazioni da parte dei vertici. Una disposizione che, come precisato dal Comando e dallo stesso ministero della Difesa al quotidiano Berlingske, si applica a qualunque forza straniera tenti di violare il territorio danese.

Sul piano politico, il messaggio è altrettanto netto. La premier Mette Frederiksen ha avvertito che un tentativo di prendere militarmente la Groenlandia – territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca – rappresenterebbe un punto di rottura irreversibile. Un’azione di questo tipo, ha sottolineato, segnerebbe di fatto la fine della NATO, aprendo una crisi senza precedenti all’interno dell’Alleanza atlantica.

La “soft annexation” e il ruolo chiave della base di Pituffik

Più che un’annessione formale, prende corpo l’ipotesi di una “soft annexation”: un controllo di fatto ottenuto attraverso la militarizzazione e la dipendenza strategica. In questo scenario, la Groenlandia resterebbe formalmente autonoma, ma sempre più legata agli Stati Uniti per difesa, infrastrutture critiche, tecnologia e logistica, con una sovranità progressivamente svuotata.

La leva principale è già sul terreno: la Pituffik Space Base (ex Thule), infrastruttura strategica per radar antimissile e sorveglianza spaziale. Espandere e modernizzare questa base significherebbe rafforzare il controllo statunitense sull’Artico, sulle rotte commerciali e sull’accesso al Nord Atlantico. Secondo diverse analisi, sono allo studio investimenti pluriennali da centinaia di milioni di dollari per aggiornare sistemi critici, dall’energia ai radar.

Più voli, più rifornimenti e più infrastrutture creerebbero una micro-economia fortemente dipendente dalla presenza americana, rendendo la base un nodo essenziale del sistema di difesa USA e del NORAD. A quel punto, per Groenlandia e Danimarca sarebbe sempre più difficile opporsi alle richieste operative di Washington. Non a caso, secondo Reuters e Al Jazeera, Copenaghen sta cercando di correre ai ripari annunciando investimenti miliardari per rafforzare la presenza militare nell’Artico e nel Nord Atlantico, nel tentativo di “blindare” una regione che oggi è tornata al centro della competizione globale.

Tags: ApprofondimentoGroenlandiaNatoUSA

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