Roma, 7 gennaio 2026 – Dopo oltre un decennio di restrizioni, l’Italia ha ufficialmente abrogato i divieti alla sperimentazione animale previsti per gli xenotrapianti e la ricerca sulle sostanze d’abuso. Tale decisione è stata sancita dal decreto legge Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025, e rappresenta un riallineamento normativo con la Direttiva europea 2010/63/UE, superando un’anomalia legislativa che aveva isolato il Paese nel panorama della ricerca biomedica.
Il ruolo del Gruppo 2003 nel ripristino della sperimentazione animale
La revoca dei divieti è stata fortemente voluta e sostenuta dal Gruppo 2003, un’associazione composta da eminenti scienziati italiani tra cui il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, l’oncologo Silvio Garattini, il medico Giuseppe Remuzzi e l’informatico Rocco De Nicola. Nel comunicato diffuso all’ANSA, il Gruppo ha espresso soddisfazione per la fine di una situazione normativa che limitava la competitività e la partecipazione italiana a progetti internazionali cruciali per la salute pubblica.
Gli esperti sottolineano che il nuovo quadro normativo rispetta rigorosamente le norme sul benessere animale e ribadiscono il principio etico secondo cui l’uso di animali nella ricerca è consentito solo in assenza di alternative valide. Il decreto consente il proseguimento di studi fondamentali per lo sviluppo di terapie innovative, in particolare per pazienti in attesa di trapianto o affetti da disturbi derivanti dall’uso di sostanze, garantendo a tutti il diritto a cure basate su solide evidenze scientifiche.
Le posizioni contrapposte della LAV e il dibattito etico
La decisione governativa è stata però accolta con disappunto dalla Lega Anti Vivisezione (LAV), storica organizzazione italiana impegnata nella promozione dei diritti degli animali. La responsabile dell’area ricerca senza animali, Michela Kuan, ha ribadito che la priorità debba essere data alla ricerca human-based e ha criticato la mancanza di finanziamenti adeguati per lo sviluppo di metodi alternativi senza uso di animali.
Fondata nel 1977, la LAV è una delle principali associazioni animaliste italiane, con una struttura consolidata e un ruolo attivo nel panorama politico e sociale. Essa sostiene la necessità di un impegno istituzionale e scientifico volto a ridurre progressivamente la sperimentazione animale, promuovendo soluzioni innovative e rispettose della vita.
Impatto e prospettive future della normativa
Il decreto del 31 dicembre 2025 si configura come un passo decisivo per riallineare l’Italia agli standard europei, garantendo continuità alla ricerca biomedica e tutelando al contempo il benessere degli animali attraverso rigide regole operative. La questione rimane tuttavia al centro di un acceso dibattito pubblico che intreccia aspetti etici, scientifici e politici, richiedendo un continuo dialogo tra comunità scientifica, associazioni animaliste e istituzioni.
Il Gruppo 2003 e la LAV rappresentano due voci autorevoli e contrapposte di questo dialogo, testimoniando la complessità e la delicatezza del tema della sperimentazione animale in Italia. Con il nuovo quadro normativo, il Paese intende quindi procedere verso un equilibrio tra progresso scientifico e rispetto della vita animale, nel rispetto dei principi europei.






