Milano, 2 febbraio 2026 – Una scoperta geologica di grande rilievo ha portato alla luce, sull’altopiano tibetano nella catena dell’Himalaya, le tracce di due antiche eruzioni marine che risalgono a oltre 200 milioni di anni fa. Questi eventi vulcanici, mai documentati prima con tale dettaglio, potrebbero spiegare estinzioni di massa finora rimaste un mistero.
Le antiche eruzioni marine dell’Himalaya
Gli studiosi della Jilin University in Cina hanno identificato nella regione himalayana frammenti di lava contorta e ripiegata, residui di imponenti eruzioni vulcaniche “fantasma”. Questi fenomeni, avvenuti circa 232 e 210 milioni di anni fa, si distinguono dalle eruzioni terrestri perché si produssero sul fondale oceanico, dove le tracce vengono solitamente cancellate dal continuo riciclo della crosta nel mantello terrestre. La presenza di tali rocce nell’Himalaya è dovuta alla formazione del supercontinente Pangea, che circa 250 milioni di anni fa vide lo scontro e la chiusura dell’oceano Tetide, spingendo il fondale oceanico verso l’interno della crosta terrestre e inglobandolo nelle rocce che oggi emergono come la catena himalayana.
Impatti ambientali e climatici delle eruzioni
Le eruzioni originavano da fessure lunghe molti chilometri sul fondale marino, generando altipiani di magma vastissimi, che avrebbero significativamente alterato la vita marina dell’epoca. L’iniezione massiccia di nutrienti nell’acqua avrebbe causato enormi fioriture di alghe e microrganismi, impoverendo l’ossigeno e provocando morie di massa. Inoltre, questi eventi potrebbero aver liberato grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo a cambiamenti climatici drastici e incontrollati. I ricercatori ipotizzano anche un’ulteriore eruzione avvenuta nell’Oceano Proto-Pacifico circa 249 milioni di anni fa, sulla base di dati geologici provenienti da altre aree.
L’Himalaya, con le sue imponenti montagne che si estendono per circa 2.400 km e comprendono le vette più alte della Terra come l’Everest (8.848 m s.l.m.), si conferma così non solo un simbolo geologico e geografico di primaria importanza, ma anche un archivio naturale di eventi catastrofici che hanno influenzato profondamente la storia del nostro pianeta.






