Roma, 20 gennaio 2026 – La tempesta geomagnetica iniziata ieri si sta nuovamente intensificando, raggiungendo livelli di attività particolarmente elevati che richiamano l’attenzione degli esperti di meteorologia spaziale e dei settori tecnologici potenzialmente coinvolti. L’evento, seguito con attenzione dalle agenzie internazionali come la Noaa, presenta caratteristiche rare e complesse, aggravate dalla contemporanea presenza di una tempesta di radiazioni solari.
Tempesta geomagnetica di livello G4: cosa sta succedendo?
L’intensa tempesta geomagnetica, che ha avuto inizio il 19 gennaio alle ore 20:38 ora italiana, sembrava attenuarsi ma ha invece ripreso vigore, toccando nuovamente il livello G4 della scala di intensità geomagnetica, che arriva fino a G5. Questo livello indica un’attività molto intensa, in grado di causare interferenze a vari sistemi terrestri e spaziali.
Secondo il docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste, Mauro Messerotti, la perturbazione è stata scatenata dall’arrivo di una veloce espulsione di massa coronale (CME), associata a un brillamento solare di classe X1.9, il massimo livello di potenza. La CME ha viaggiato a una velocità tra 1.000 e 1.400 chilometri al secondo, raggiungendo la Terra in circa 25 ore, un ritmo triplo rispetto alla media. La conseguenza più visibile è stata l’accensione di spettacolari aurore polari, avvistate anche nei cieli italiani grazie alle condizioni favorevoli di luminosità e orario.
Tempesta di radiazioni solari: un evento raro e potenzialmente critico
Parallelamente alla tempesta geomagnetica, si è manifestata anche una tempesta di radiazioni solari, causata da una potente eruzione solare che ha accelerato una nube di particelle energetiche, soprattutto protoni. Queste particelle si muovono a velocità elevatissime, fino a decine di migliaia di chilometri al secondo, e possono raggiungere la Terra in meno di 30 minuti, rimanendo attive per diversi giorni.
La tempesta di radiazioni ha raggiunto il livello S4, il penultimo della scala da S1 a S5, un’intensità rara che la Noaa non registrava da ottobre 2003. Nonostante non rappresenti un pericolo diretto per le persone sulla superficie terrestre, protette dal campo magnetico e dall’atmosfera, essa costituisce un rischio concreto per astronauti impegnati fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale, satelliti, veicoli spaziali e voli ad altitudini elevate, specialmente quelli che attraversano le regioni polari.
Inoltre, alle latitudini artiche, la tempesta può compromettere le comunicazioni radio ad alta frequenza per più giorni, come già osservato nel blackout radio che ha colpito l’Europa e l’Africa. Questo fenomeno è dovuto all’interazione delle particelle solari con la ionosfera terrestre, che riflette i segnali radio a lunga distanza ma può essere disturbata durante le tempeste geomagnetiche.
Impatti tecnologici e osservazioni
Le tempeste geomagnetiche di questo livello possono interferire con le infrastrutture elettriche, causando problemi di rete e potenziali danni a trasformatori e linee di trasmissione, sebbene in Europa la rete sia meno vulnerabile rispetto ad altre regioni grazie ai circuiti più brevi. I satelliti in orbita possono subire deviazioni di rotta e aumenti di attrito atmosferico, richiedendo manovre correttive per mantenere la loro traiettoria. Infine, i sistemi di navigazione satellitare come il GPS possono essere soggetti a interruzioni e malfunzionamenti temporanei.
Le aurore boreali apparse in diverse zone dell’Europa, inclusa l’Italia, nella notte tra il 19 e il 20 gennaio sono la testimonianza visibile di questi fenomeni. Lo spettacolo luminoso è dovuto all’interazione delle particelle cariche solari con il campo magnetico terrestre e gli atomi dell’atmosfera, che emettono luce di vari colori.
Gli esperti monitorano con attenzione l’evoluzione della tempesta, in particolare per l’arrivo previsto di ulteriori espulsioni di massa coronale che potrebbero ulteriormente intensificare l’attività geomagnetica nei prossimi giorni. Al momento, non sono stati segnalati danni gravi, ma la situazione resta sotto osservazione per valutare eventuali sviluppi.



