5 marzo 2026 – Le osservazioni delle onde gravitazionali continuano a fornire nuove e sorprendenti informazioni sull’universo, rivelando caratteristiche inedite delle coppie di buchi neri. Recentemente, la rete internazionale LIGO-Virgo-KAGRA (LVK), che comprende gli osservatori LIGO negli Stati Uniti, Virgo in Italia e KAGRA in Giappone, ha pubblicato il quarto catalogo aggiornato delle rilevazioni di onde gravitazionali, il Gravitational-Wave Transient Catalog 4.0 (GWTC-4). Questo documento, presentato in una serie di articoli su Astrophysical Journal Letters, contiene dati su 128 eventi registrati tra maggio 2023 e gennaio 2024, tra cui spiccano alcune coppie di buchi neri dalle caratteristiche insolite.
Coppie di buchi neri uniche e sorprendenti
Tra le sorgenti più originali di onde gravitazionali si annoverano la coppia di buchi neri più massiccia mai osservata, quella più asimmetrica e un sistema con una velocità di rotazione straordinariamente alta. Stephen Fairhurst, portavoce della collaborazione LIGO e professore presso la Cardiff University, evidenzia come questi eventi forniscano informazioni fondamentali per comprendere la formazione dei buchi neri dal collasso di stelle massicce e l’evoluzione cosmologica dell’universo. Per Gianluca Gemme, portavoce di Virgo e ricercatore dell’INFN, il catalogo mostra un vero e proprio caleidoscopio di collisioni cosmiche, incluse coppie di buchi neri che ruotano a quasi metà della velocità della luce. Questi dati, ormai non più anomalie isolate, rappresentano una base statistica preziosa per testare con precisione senza precedenti la teoria della relatività generale di Einstein.
Implicazioni per la cosmologia e la relatività generale
L’analisi complessiva delle rilevazioni consente inoltre di effettuare ulteriori test della relatività generale e di avanzare nella comprensione della velocità di espansione dell’universo. Una nuova stima della costante di Hubble elaborata grazie a questo vasto insieme di dati suggerisce che l’universo si stia espandendo a circa 76 chilometri al secondo per megaparsec. Ciò significa che una galassia posta a un megaparsec dalla Terra si allontana da noi a quella velocità. Questo risultato rappresenta un contributo indipendente e significativo nell’ambito della cosmologia, oltre a rafforzare la nostra capacità di mappare con sempre maggiore chiarezza l’evoluzione cosmica.






