Milano, 16 marzo 2026 – Un’importante scoperta scientifica ha confermato la presenza sull’asteroide Ryugu di tutte le cinque basi azotate fondamentali per il codice genetico della vita: adenina, guanina, citosina, timina e uracile. Questi elementi, che sulla Terra costituiscono le molecole di DNA e RNA, sono stati identificati grazie a uno studio pubblicato su Nature Astronomy dai ricercatori dell’Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marina e della Terra (JAMSTEC).
Le basi genetiche della vita su Ryugu e Bennu
La scoperta rappresenta la seconda conferma della presenza di questi “mattoni” della vita su corpi celesti, dopo quella effettuata sull’asteroide Bennu un anno fa. I ricercatori hanno confrontato i campioni prelevati da Ryugu dalla missione Hayabusa 2 con quelli raccolti da Bennu dalla missione OSIRIS-REx della NASA, estendendo poi l’analisi anche ai meteoriti Murchison e Orgueil. Dall’indagine è emerso che Ryugu contiene quantità bilanciate di purine (adenina e guanina) e pirimidine (citosina, timina e uracile), mentre Bennu e Orgueil mostrano una maggiore presenza di pirimidine, e Murchison di purine. Queste differenze sono correlate ai livelli di ammoniaca nei campioni, suggerendo che l’ambiente chimico degli asteroidi progenitori abbia influenzato la formazione delle basi azotate.
Gli autori sottolineano come “il rilevamento universale di tutte e cinque le nucleobasi canoniche nei campioni provenienti dagli asteroidi carbonacei Ryugu e Bennu evidenzia il potenziale contributo di queste molecole esogene all’inventario organico che ha sostenuto l’evoluzione molecolare prebiotica e che, in definitiva, ha permesso la comparsa di RNA e DNA sulla Terra primordiale”.
Caratteristiche dell’asteroide Ryugu
L’asteroide Ryugu (162173 Ryugu), classificato come Near-Earth Asteroid (NEA) di tipo Apollo, è stato scoperto nel 1999 e presenta una forma che ricorda una trottola, con un diametro medio di circa 896 metri. La sua struttura è un agglomerato di detriti derivanti dalla collisione di corpi celesti più grandi. La sua orbita lo porta ad avvicinarsi molto alla Terra, con passaggi ravvicinati previsti anche nel futuro.
La missione Hayabusa 2 della JAXA, lanciata nel 2014 e ritornata sulla Terra nel dicembre 2020, ha raccolto circa 5,4 grammi di campioni dalla superficie di Ryugu. Questi campioni hanno permesso approfondite analisi scientifiche, rivelando la presenza di composti organici complessi, acqua intrappolata in minerali e ora anche tutte le basi azotate essenziali per la vita. I dati raccolti hanno contribuito a chiarire anche l’origine dell’asteroide, suggerendo che Ryugu potrebbe essersi formato tra le orbite di Marte e Giove, in una regione ricca di materiali organici.
La scoperta delle basi azotate su Ryugu, insieme ai risultati analoghi su Bennu, rafforza l’ipotesi che i mattoni molecolari della vita siano ampiamente diffusi nel Sistema Solare, aprendo nuove prospettive sulla comprensione delle origini della vita sulla Terra.





