2 aprile 2026 – Una scoperta rivoluzionaria nel campo dell’astrofisica apre nuove prospettive sulla formazione ed evoluzione delle galassie ellittiche. Un team guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha identificato una galassia ellittica risalente a circa 8 miliardi di anni fa, denominata J1453g, la cui popolazione stellare si rivela sorprendentemente simile a quella della Via Lattea. Questo risultato, pubblicato su Nature Astronomy, mette in discussione i modelli classici che fino ad oggi hanno guidato la comprensione dell’evoluzione galattica.
La galassia gemella
La galassia J1453g si è rivelata una lente gravitazionale eccezionale, in grado di deflettere e sdoppiare la luce di un quasar molto più distante, creando la caratteristica configurazione a croce nota come “croce di Einstein”. Questa configurazione ha permesso agli scienziati di misurare con precisione senza precedenti la distribuzione della massa delle stelle nella galassia al momento della loro formazione, in un ambiente e a una distanza finora inesplorati. Tale misura rappresenta una delle più robuste mai effettuate sulla formazione stellare in epoche remote.
Secondo i modelli teorici attuali, i nuclei delle galassie ellittiche dovrebbero formarsi rapidamente ed essere dominati da stelle di piccola massa, seguendo il modello di Salpeter. Tuttavia, i dati raccolti su J1453g mostrano una composizione analoga al modello di Chabrier, tipico della nostra galassia a spirale barrata. Questo suggerisce che il cuore delle galassie ellittiche potrebbe essersi formato più lentamente o essere stato trasformato da eventi di fusione violenti nelle prime fasi evolutive.
Un successo tutto italiano
Lo studio è stato possibile grazie a una sinergia di strumenti e competenze italiane di eccellenza. I dati fondamentali sono stati raccolti con lo strumento Dolores del Telescopio Nazionale Galileo (TNG), situato sull’isola di La Palma, nelle Isole Canarie. Il telescopio, gestito dall’INAF, rappresenta uno dei principali strumenti ottici della comunità astronomica italiana.
Un elemento di rilievo è il coinvolgimento diretto di studenti di un liceo di Telese Terme (Benevento), che hanno partecipato alla raccolta dati sotto la supervisione di astronomi professionisti nell’ambito del concorso nazionale “Giovani Astronomi al TNG”, organizzato dal TNG con il Ministero dell’Istruzione, la Società Astronomica Italiana e l’INAF.
Filippo Mannucci, coautore dello studio, ha evidenziato l’importanza del metodo innovativo adottato, che sfrutta i dati del satellite Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea. Originariamente concepito per osservare le stelle della Via Lattea, Gaia ha dimostrato un’efficacia straordinaria nell’individuare oggetti remoti e rari come le lenti gravitazionali, grazie al suo elevato potere di risoluzione e al grande campo visivo.
Questa ricerca non solo rappresenta un avanzamento significativo nella comprensione della formazione stellare primordiale, ma apre scenari inediti sulla dinamica e complessità dell’evoluzione delle strutture massicce dell’universo, rimettendo in discussione paradigmi consolidati.






