Roma, 20 marzo 2026 – È giunto al Kennedy Space Center il razzo Space Launch System (SLS) destinato alla missione Artemis II, che porterà quattro astronauti in orbita attorno alla Luna. La Nasa ha confermato attraverso il proprio blog ufficiale che il razzo, alto 98 metri e integrato con la capsula Orion, si trova ora sulla piattaforma di lancio 39B, in attesa del decollo previsto non prima del primo aprile.
Trasferimento e preparativi sulla rampa di lancio
Il trasferimento del razzo dalla struttura di assemblaggio, il Vehicle Assembly Building (VAB), alla rampa di lancio ha richiesto circa 11 ore per percorrere i 6,4 chilometri che separano i due siti. La partenza è avvenuta alle 5:20 ora italiana, con l’avanzamento a una velocità di 1,3 km/h grazie a un veicolo cingolato. Il ritorno del razzo al VAB, avvenuto lo scorso 25 febbraio, si era reso necessario per risolvere una perdita di elio nello stadio superiore, un componente fondamentale per mantenere la pressione e il corretto funzionamento del motore criogenico.
Durante questa fase, gli ingegneri della Nasa hanno effettuato importanti interventi: sono state installate nuove batterie negli stadi centrale e superiore del razzo, ricaricate quelle del sistema di interruzione del lancio della capsula e sostituita una seconda guarnizione nella linea di alimentazione dell’ossigeno liquido. Questi lavori hanno permesso di evitare un ulteriore test di caricamento del propellente dopo il ritorno sulla rampa.
L’equipaggio e gli obiettivi della missione Artemis II verso la Luna
La missione, della durata di circa dieci giorni, avrà a bordo quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista canadese Jeremy Hansen, rappresentante dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA). Artemis II rappresenta il primo volo umano oltre l’orbita terrestre bassa dal programma Apollo del 1972 e segnerà un importante passo verso il ritorno degli esseri umani sulla Luna.
Durante il volo, la capsula Orion Integrity effettuerà un sorvolo ravvicinato del satellite naturale della Terra, testando in ambiente operativo i sistemi di supporto vitale e le capacità di navigazione e rientro. L’ammaraggio è previsto nell’Oceano Pacifico, recuperata dalla nave Anchorage.
Le operazioni di preparazione al lancio proseguono con attenzione, mentre la Nasa monitora ogni dettaglio per garantire la sicurezza dell’equipaggio e il successo della missione, fissata in una finestra di lancio che si estende dal 1° al 6 aprile 2026.






