Roma, 14 gennaio 2026 – Nuove scoperte scientifiche stanno rivoluzionando la comprensione della crescita del Tyrannosaurus rex, uno dei più iconici dinosauri carnivori vissuti nel Cretaceo superiore. Secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista PeerJ, il celebre predatore non raggiungeva l’età adulta intorno ai 25 anni, come sostenuto finora, ma solo dopo circa 40 anni. Questa importante revisione è stata possibile grazie a un innovativo metodo di microscopia che ha consentito di analizzare in dettaglio gli anelli di accrescimento delle ossa fossili.
La crescita del Tyrannosaurus rex
La nuova tecnica, basata sull’uso di luce polarizzata, ha permesso di identificare sottili anelli di crescita precedentemente invisibili, dimostrando che il Tyrannosaurus rex cresceva più lentamente di quanto si pensasse. Gli studi precedenti, condotti con metodi tradizionali, avevano stimato che il dinosauro smettesse di crescere intorno ai 25 anni, ma le nuove analisi suggeriscono che il raggiungimento della maturità richiedeva quasi il doppio del tempo, circa 40 anni.
Inoltre, l’analisi ha rivelato differenze significative tra alcuni fossili di T. rex, a tal punto da suggerire che potrebbero appartenere a specie distinte. I ricercatori ipotizzano infatti che esista un “complesso di specie di Tyrannosaurus rex”, comprendente almeno 17 esemplari finora classificati in modo omogeneo.
Il dibattito sul Nanotyrannus e i giovani T. rex
Questo nuovo studio si inserisce in un dibattito scientifico più ampio riguardante l’identità di alcuni piccoli esemplari attribuiti in passato a specie diverse, come il Nanotyrannus. Per anni, molti paleontologi hanno considerato questi esemplari come giovani T. rex, ma recenti evidenze suggeriscono che potrebbero invece rappresentare una specie distinta, più snella e agile.
Studi paleoistologici condotti su fossili come quelli soprannominati “Jane” e “Petey” hanno evidenziato un tasso di crescita rapido ma differenziato e caratteristiche ossee tipiche di animali in fase di sviluppo, confermando che i giovani T. rex erano predatori agili e veloci. Tuttavia, ricerche più recenti, tra cui l’analisi di fossili come i “Dueling Dinosaurs”, indicano che il Nanotyrannus potrebbe essere una specie adulta distinta dal T. rex, con differenze anatomiche marcate nelle zampe, nella coda e nella struttura cranica.
Questi nuovi dati stanno portando i paleontologi a rivedere la classificazione di numerosi esemplari e a ripensare la storia evolutiva e biologica del Tyrannosaurus rex, il cui nome significa “Re Lucertola Tiranna” e che rimane uno dei più straordinari predatori terrestri mai esistiti.




