Recentemente ha suscitato scalpore la dichiarazione dello scienziato e saggista Michael Guillen, ex fisico di Harvard, che ha ipotizzato l’esistenza di Dio in una posizione fisica nello spazio, collocandola a circa 439 miliardi di trilioni di chilometri dalla Terra, nei pressi di un confine cosmico noto come orizzonte cosmico. Questa tesi, che intreccia concetti scientifici a narrazioni bibliche, ha acceso un acceso dibattito tra scienza e teologia.
Dio nello spazio: l’ipotesi di Michael Guillen sull’orizzonte cosmico
Secondo Guillen, l’orizzonte cosmico rappresenta il limite dell’universo osservabile: la distanza massima dalla quale la luce ha avuto il tempo di raggiungerci dall’inizio del cosmo. Oltre questo confine, le galassie si allontanerebbero alla velocità della luce, rendendo quella zona inaccessibile, e perciò un luogo ideale per collocare il “paradiso” biblico, descritto come irraggiungibile ai viventi e abitato da entità immortali e non materiali. Lo scienziato suggerisce che oltre questo limite il tempo potrebbe cessare di esistere, associando così quella regione allo “spazio divino”.
Tuttavia, questa interpretazione si scontra con la visione della comunità scientifica. Gli esperti sottolineano che l’orizzonte cosmico non rappresenta un luogo fisico né un punto in cui il tempo si ferma, ma piuttosto un limite osservativo legato alla nostra prospettiva. Gli eventi oltre l’orizzonte non sono bloccati nel tempo, ma appaiono rallentati a causa dell’espansione dello spazio e dell’allungamento delle onde luminose.
Michael Guillen: il fisico e autore di successo
Michael Guillen, noto anche per il suo libro “Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo” (Longanesi, 1998), è autore di numerosi saggi che esplorano il confine tra scienza, matematica e filosofia. Il suo approccio originale unisce le equazioni fondamentali della fisica con riflessioni sulla natura dell’universo e del divino, suscitando interesse ma anche critiche da parte della comunità scientifica per la sua fusione di scienza e teologia.
La figura di Dio nelle culture e nella scienza
Il concetto di Dio, come essere supremo e oggetto di venerazione, varia profondamente tra culture, religioni e tradizioni filosofiche. La scienza non si occupa direttamente della divinità, ma ne esplora i confini attraverso la cosmologia e la fisica, come nel caso delle teorie sull’origine e l’espansione dell’universo.
Nel dibattito moderno, figure come Guillen contribuiscono a stimolare riflessioni sulla relazione tra fede, conoscenza scientifica e limiti della percezione umana, pur mantenendo distinta l’ambito empirico da quello metafisico.





