Roma, 3 aprile 2026 – Mentre la missione Artemis II della NASA si prepara a decollare verso l’orbita lunare, la Cina continua a intensificare i propri programmi spaziali con l’obiettivo di portare astronauti sulla Luna entro il 2030. Una vera e propria corsa allo spazio che vede due potenze mondiali impegnate in un confronto diretto per la supremazia nello spazio profondo.
Artemis II: il ritorno umano oltre l’orbita terrestre
Il lancio di Artemis II è previsto per il 2 aprile 2026 dal Kennedy Space Center, dopo che la missione ha superato con successo la Flight Readiness Review, garantendo la sicurezza di tutti i sistemi. A bordo della capsula Orion, che orbiterà attorno alla Luna per circa dieci giorni, ci saranno quattro astronauti: Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota), Christina Koch e l’astronauta canadese Jeremy Hansen. La missione segnerà il primo volo umano oltre l’orbita terrestre bassa dopo oltre cinquant’anni, superando il record di distanza stabilito dall’Apollo 13 nel 1970. L’obiettivo principale è testare il veicolo spaziale e i sistemi di supporto vitale in condizioni reali, in preparazione del successivo allunaggio previsto non prima del 2028 con Artemis III.
Il programma Artemis, tuttavia, sta affrontando ritardi significativi, soprattutto per le difficoltà tecniche legate al lander lunare Starship di SpaceX, necessario per l’atterraggio sulla superficie. Le complesse operazioni di trasferimento carburante in orbita e i recenti fallimenti nei test potrebbero ritardare ulteriormente la missione di sbarco umano.
La Cina accelera verso la Luna con ambizioni di presenza permanente
Parallelamente, la Cina sta portando avanti una intensa campagna di test per la missione lunare con equipaggio, puntando a un allunaggio entro il 2030. A febbraio, la CNSA (Agenzia spaziale cinese) ha completato con successo il primo volo di prova senza equipaggio della navetta Mengzhou, destinata a trasportare i taikonauti fino all’orbita lunare, dove si aggancerà al lander Lanyue, progettato per permettere l’allunaggio di tre astronauti.
Entro fine anno, è previsto un volo di prova di Mengzhou verso la stazione spaziale cinese Tiangong, rafforzando così le capacità di supporto e addestramento degli equipaggi. La Cina ha inoltre in programma la costruzione di una base lunare permanente, la Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS), in collaborazione con la Russia, con l’obiettivo di studiare la geologia lunare e condurre esperimenti astronomici.
Secondo esperti citati dalla rivista Nature, questi progressi cinesi potrebbero consentire a Pechino di anticipare gli Stati Uniti nel ritorno umano sul suolo lunare, specialmente considerando che la NASA ha dovuto spostare il primo allunaggio a non prima del 2028.
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