Roma, 10 aprile 2026 – La navetta Orion Integrity, protagonista della missione Artemis II, è attualmente in viaggio di ritorno verso la Terra dopo aver compiuto un sorvolo attorno alla Luna. La missione rappresenta un passaggio cruciale per il programma Artemis e segna il primo volo con equipaggio oltre l’orbita terrestre bassa dagli anni Settanta, con un equipaggio composto da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen.
Le ultime fasi del rientro: sfide e preparativi
Gli astronauti sono ora concentrati sulle fasi finali di una missione durata circa dieci giorni, durante i quali hanno raggiunto la distanza record di 406.771 chilometri dalla Terra, superando il precedente primato stabilito dall’Apollo 13. Il rientro sulla Terra avverrà con un ammaraggio previsto nell’Oceano Pacifico, al largo della costa di San Diego, intorno alle 2:07 ora italiana dell’11 aprile.
Le ultime centinaia di chilometri del viaggio rappresentano le fasi più delicate, in particolare il passaggio attraverso l’atmosfera terrestre. La navetta dovrà affrontare temperature estreme, superiori a 2.700 gradi Celsius, e per questo motivo lo scudo termico di Orion è sottoposto a un test cruciale per verificarne l’efficacia. Per ridurre il rischio di danni, l’equipaggio rientrerà con un’angolazione specifica, minimizzando il tempo di attraversamento atmosferico.
Nel frattempo, gli astronauti hanno completato l’ultima sessione di allenamento e stanno riponendo tutte le attrezzature sciolte nella navetta per garantire la sicurezza durante la discesa. Sono stati inoltre eseguiti test sul dispositivo per l’intolleranza ortostatica, che aiuta a mantenere la pressione sanguigna durante il ritorno alla gravità terrestre.
Artemis II: un viaggio storico verso la Luna e oltre
Lanciata il 1º aprile 2026 dal Kennedy Space Center a bordo dello Space Launch System Block 1, la navetta Orion ha rappresentato un passo fondamentale per la NASA nel ritorno umano al volo spaziale profondo. La missione Artemis II è stata la prima con equipaggio del veicolo spaziale Orion, progettato per future esplorazioni lunari e marziane.
Durante la missione, l’equipaggio ha effettuato il sorvolo del lato nascosto della Luna, osservando fenomeni unici come un’eclissi solare totale, e ha stabilito un forte legame con la Terra, come testimoniato dalle parole di Jeremy Hansen, affascinato dalla “meravigliosa vista del lato oscuro della Terra illuminato dalla Luna”. L’Europa, con il contributo dell’Italia, ha fornito il modulo di servizio europeo (Esm), cuore tecnologico che ha garantito propulsione, energia e supporto vitale per tutta la durata del viaggio.
La missione, che ha segnato una nuova era per l’esplorazione spaziale, si concluderà con l’ammaraggio e il recupero dell’equipaggio, momento atteso con grande attenzione dai responsabili della NASA e della comunità scientifica internazionale.





