Roma, 3 aprile 2026 – La missione Artemis II della NASA ha compiuto un passo cruciale verso la Luna con la recente manovra di inserzione translunare (TLI) che ha immesso la navetta spaziale Orion Integrity sulla traiettoria destinata a portarla oltre l’orbita terrestre, verso il nostro satellite naturale. A bordo, l’equipaggio formato dal comandante Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover, dalla specialista Christina Koch e dall’astronauta canadese Jeremy Hansen, è impegnato nella prima missione umana verso la Luna dopo oltre cinquant’anni dall’ultimo volo Apollo.
Manovra di inserzione translunare e prima fase della missione di Artemis II
La giornata del 3 aprile è stata intensa per i quattro astronauti, che a circa 25 ore dal lancio, avvenuto alle 0:35 ora italiana del 2 aprile, hanno effettuato la cruciale manovra di inserzione translunare. Il motore principale del Modulo di Servizio Europeo (ESM), integrato nella navetta Orion, è stato acceso per circa sei minuti, generando una spinta di 2.700 chilogrammi. Questa spinta ha permesso a Orion di abbandonare l’orbita ellittica terrestre e di inserirsi in un’orbita circolare, impostando così la rotta che, nel corso di un viaggio di circa tre giorni, porterà la navetta a sorvolare la Luna.
Durante questa fase, i centri di controllo a Terra hanno attentamente monitorato parametri critici come la pressione dei serbatoi di carburante e le temperature dei sistemi, confermando il successo della manovra. Un breve inconveniente nelle comunicazioni con Houston è stato prontamente risolto senza conseguenze sulla sicurezza della missione.
L’equipaggio e le attività a bordo
Il comandante Reid Wiseman, ex ufficiale e pilota collaudatore della Marina statunitense con all’attivo una lunga esperienza spaziale, guida un team di astronauti altamente qualificati. Victor Glover, pilota della missione, è il primo astronauta afroamericano a partecipare a una missione lunare; Christina Koch, ingegnere elettrico e fisico, detiene il record di permanenza continuativa più lunga nello spazio per una donna; Jeremy Hansen rappresenta la Canadian Space Agency come primo canadese a volare oltre l’orbita terrestre bassa.
Gli astronauti hanno dedicato parte della giornata ad ammirare la Terra vista dallo spazio, descrivendo uno spettacolo mozzafiato del lato notturno del nostro pianeta illuminato dalla Luna, tanto da dimenticare per un momento il pranzo e l’esercizio fisico. Koch ha scherzato sull’importanza del funzionamento della toilette di bordo, definendosi con orgoglio “idraulico spaziale”, sottolineando come sia una componente fondamentale per la vita a bordo.
Oltre alle attività di routine, l’equipaggio ha svolto esercizi fisici utilizzando attrezzi simili a uno yo-yo per mantenere la forma durante il volo in assenza di gravità. Hanno inoltre partecipato a esperimenti scientifici come il progetto Avatar, volto a misurare gli effetti delle radiazioni cosmiche sul corpo umano attraverso organi su chip.
Il menù a bordo è ricco e variegato, con 189 prodotti selezionati per garantire sicurezza alimentare, valore nutrizionale e compatibilità con le condizioni di viaggio. Gli astronauti hanno potuto scegliere tra piatti come maccheroni al formaggio, tortillas, quiche di verdure e macedonia di frutta tropicale.
Contesto e prospettive future
Il lancio di Artemis II segna la prima missione con equipaggio del programma Artemis, inaugurando una nuova era dell’esplorazione spaziale umana dopo la pausa iniziata con la fine del programma Apollo nel 1972. La traiettoria di ritorno libero scelta consente alla navicella di sfruttare la gravità lunare per il rientro senza necessità di ulteriori manovre principali, aumentando la sicurezza in caso di guasti.
La missione è anche la prima a partire dalla rampa LC-39B del Kennedy Space Center dal 2006, e punta a stabilire un record di distanza dalla Terra superando quello della missione Apollo 13.
Mentre Artemis II si concentra sul sorvolo e sul test di sistemi vitali per la sicurezza dell’equipaggio, le missioni successive del programma Artemis sono state riprogrammate: Artemis III non sarà più la prima a riportare astronauti sulla superficie lunare, ruolo che passerà a Artemis IV, previsto per il 2028. Nel frattempo, Artemis III si concentrerà sulle complesse manovre di incontro e attracco tra Orion e i veicoli di allunaggio sviluppati da aziende private come SpaceX e Blue Origin.
La nuova fase dell’esplorazione lunare si concentra quindi sul Polo Sud, una regione chiave per le future attività umane nello spazio, rappresentando il cuore di una competizione globale e un laboratorio per la conquista di Marte nei prossimi decenni.


