La missione spaziale Artemis II della NASA ha compiuto un passo storico nel programma di esplorazione lunare, completando con successo il passaggio dietro la Luna e stabilendo un nuovo record di massima distanza dalla Terra mai raggiunta dall’uomo.
Artemis II: record di distanza e sorvolo del lato nascosto della Luna
Nella serata del 6 aprile, alle 19:02 ora EDT, gli astronauti a bordo della navicella Orion hanno raggiunto la distanza di circa 406.777 chilometri dalla Terra, superando di oltre 6.600 chilometri il precedente primato detenuto dalla missione Apollo 13 del 1970. Questo traguardo ha segnato il punto più lontano mai raggiunto da un equipaggio umano nello spazio, un risultato che segna il ritorno dell’uomo oltre l’orbita terrestre bassa dopo più di mezzo secolo.
Durante il sorvolo lunare, la navicella ha attraversato per circa 40 minuti il lato più nascosto della Luna, una zona mai esplorata direttamente da esseri umani. Come previsto, in questo intervallo si è verificata una temporanea interruzione delle comunicazioni con il controllo missione di Houston, che è stata prontamente ripristinata al termine del passaggio dietro il satellite naturale. L’astronauta Victor Glover ha salutato il centro di controllo con un “Ci vediamo dall’altra parte” poco prima del blackout.
L’equipaggio – composto dal comandante Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover, dalla specialista Christina Koch e dall’astronauta canadese Jeremy Hansen – ha potuto osservare dettagli della superficie lunare mai visti direttamente con occhi umani, tra cui il cratere Glushko e il vasto Bacino Orientale. La Luna è apparsa agli astronauti grande come una palla da basket tenuta a braccio teso, con il lato nascosto parzialmente illuminato, offrendo una prospettiva unica e straordinaria.
L’eclissi solare totale vista dallo spazio e messaggi di speranza
Durante il sorvolo, l’equipaggio ha assistito a un’eclissi solare totale della durata di 53 minuti, un fenomeno non visibile dalla Terra ma osservabile dalla navicella Orion. Questa eclissi ha rappresentato un’importante opportunità scientifica per analizzare la corona solare, l’atmosfera più esterna del Sole, e per tentare di individuare lampi d’impatto e polvere sollevata dalla superficie lunare.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha telefonato agli astronauti per congratularsi con loro, definendoli “i pionieri dei tempi moderni” e sottolineando con orgoglio il ruolo dell’America nella guida dell’esplorazione spaziale. “Oggi avete fatto la storia e avete reso tutta l’America davvero orgogliosa”, ha detto Trump, rivolgendosi ai tre astronauti americani e al canadese Hansen.
Al momento del ripristino delle comunicazioni, Christina Koch ha inviato un messaggio di speranza: “Esploreremo, costruiremo veicoli spaziali. Torneremo. Costruiremo basi scientifiche… saremo fonte di ispirazione, ma sceglieremo sempre la Terra”.
La missione Artemis II rappresenta un importante banco di prova per la navicella Orion e i suoi sistemi di supporto vitale in condizioni operative nel cosiddetto “spazio profondo”, in vista delle future missioni con atterraggio previsto sulla Luna entro la fine del decennio. Il ritorno sulla Terra è previsto per venerdì 10 aprile, con l’ammaraggio al largo della costa di San Diego.
Le osservazioni e i dati raccolti durante questo storico sorvolo contribuiranno a migliorare la conoscenza della superficie lunare, in particolare del lato nascosto, e a preparare la prossima fase dell’esplorazione umana nello spazio cislunare. Artemis II conferma così il rilancio della presenza umana oltre l’orbita terrestre, aprendo la strada a nuove missioni che porteranno l’uomo a stabilirsi stabilmente sul nostro satellite naturale.






