Roma, 31 marzo 2026 – È ufficialmente partito al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida, il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II, prevista per il primo aprile alle 18:24 ora locale (00:24 del 2 aprile ora italiana). Questa missione rappresenta un passo cruciale nel programma Artemis della NASA, volto a riportare l’uomo sulla Luna e a preparare future esplorazioni spaziali, inclusa la conquista di Marte.
Preparativi finali e dettagli tecnici
Il via al conto alla rovescia è stato dato dal Centro di controllo lanci intitolato a Rocco Petrone, ingegnere di origine italiana e direttore del programma Apollo. Amit Kshatriya, amministratore associato della NASA, ha confermato in conferenza stampa che “tutto sta procedendo secondo i programmi” e ha ribadito che il lancio è confermato per il primo aprile. Attualmente, i tecnici stanno completando le operazioni di preparazione del lanciatore Space Launch System (SLS) Block 1 e della navicella spaziale Orion Integrity sulla piattaforma di lancio 39B. Il lavoro include l’attivazione dei componenti di volo, la verifica dei collegamenti di comunicazione e la preparazione dei sistemi criogenici per il rifornimento con centinaia di migliaia di litri di idrogeno e ossigeno liquidi.
Inoltre, si sta riempiendo il serbatoio del sistema di soppressione del suono che, al momento del lancio, genererà una grande nube di vapore per proteggere il veicolo dal rombo dei motori.
Equipaggio e obiettivi della missione
Artemis II sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis e segnerà il ritorno dell’uomo oltre l’orbita terrestre bassa dopo la missione Apollo 17 del 1972. A bordo dell’Orion, che porterà il nome Integrity, ci saranno quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Koch e lo specialista canadese Jeremy Hansen.
Durante il viaggio, della durata prevista di circa dieci giorni, la navicella effettuerà un sorvolo ravvicinato intorno alla Luna, a circa 6.500 km dalla sua superficie, per poi rientrare sulla Terra con un ammaraggio previsto nell’Oceano Pacifico. L’obiettivo principale è testare in condizioni operative reali i sistemi di supporto vitale e la sicurezza del veicolo spaziale, gettando le basi per le future missioni con equipaggio sulla superficie lunare e oltre.
La missione Artemis II non solo rappresenta un’importante pietra miliare per l’esplorazione spaziale umana, ma evidenzia anche l’impegno internazionale, con collaborazioni significative tra NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Italiana, e un importante contributo industriale da parte di aziende italiane come Leonardo.





