Bruxelles, 29 gennaio 2026 – Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato che il rischio di infezione da virus Nipah per i cittadini europei che viaggiano o risiedono nella zona del Bengala occidentale, in India, è molto basso. Tale dichiarazione arriva in seguito alla segnalazione di due casi confermati di malattia da virus Nipah nella regione, entrambi coinvolgendo operatori sanitari dello stesso ospedale e collegati a contatti avvenuti a fine dicembre 2025.
Il contesto epidemiologico e le caratteristiche del virus Nipah
Il virus Nipah (NiV) è un patogeno noto da tempo, isolato per la prima volta nel 1999 in Malesia durante un’epidemia di encefalite e infezione respiratoria associata ad allevamenti suini. Il virus è un RNA a singolo filamento a polarità negativa, appartenente al genere Henipavirus della famiglia Paramyxoviridae, noto per colpire il sistema nervoso centrale causando encefaliti acute spesso fatali. I pipistrelli della frutta, specie del genere Pteropus, rappresentano il serbatoio naturale del virus, che può trasmettersi all’uomo tramite contatto diretto o indiretto, anche attraverso animali intermedi come i suini o alimenti contaminati, in particolare la linfa di palma da dattero cruda.
I focolai attualmente noti si limitano all’Asia meridionale e sudorientale, con casi documentati in India, Bangladesh e Malesia. La trasmissione uomo-uomo è possibile ma richiede un contatto stretto e prolungato con fluidi corporei di soggetti infetti, soprattutto in ambito sanitario o familiare.
Valutazioni e raccomandazioni dell’Ecdc
L’Ecdc sottolinea che, nonostante il virus Nipah abbia un potenziale epidemico e pandemico per la capacità di diffondersi tra persone e animali domestici, la probabilità di introduzione in Europa tramite viaggiatori infetti è considerata improbabile. Inoltre, la trasmissione secondaria in Europa è ritenuta molto bassa poiché i pipistrelli vettori non sono presenti nel continente.
I due casi segnalati in India riguardano operatori sanitari con un chiaro legame epidemiologico, e attualmente non si evidenzia alcuna trasmissione comunitaria nella regione. In via precauzionale, il Centro raccomanda ai viaggiatori diretti nel Bengala occidentale di evitare il contatto con animali domestici o selvatici e i loro fluidi o rifiuti, di non consumare alimenti potenzialmente contaminati dai pipistrelli e di astenersi dal bere linfa di palma da dattero cruda.
La situazione viene monitorata attentamente, con particolare attenzione alla sorveglianza epidemiologica e all’attuazione di misure di prevenzione per limitare la diffusione del virus e proteggere la salute pubblica.

