Cambridge, 24 febbraio 2026 – Un recente studio internazionale condotto dal Wellcome Sanger Institute in collaborazione con l’Ontario Veterinary College e l’Università di Berna ha fatto importanti passi avanti nella comprensione dei meccanismi genetici alla base dei tumori nei gatti domestici, con riflessi significativi anche per la medicina umana. L’indagine, pubblicata su Science, ha messo in luce come le mutazioni genetiche che causano alcune neoplasie feline siano sorprendentemente simili a quelle riscontrate nell’uomo, aprendo nuove prospettive terapeutiche condivise.
Tumori: mutazioni genetiche comuni tra gatti e uomini
Il team di ricerca ha analizzato i tessuti di circa 500 gatti provenienti da cinque Paesi, concentrandosi su circa mille geni coinvolti in tredici tipologie tumorali differenti, sia in tessuti malati sia sani. Tra le scoperte più rilevanti figura il ruolo del gene FBXW7 nei tumori mammari: mutazioni di questo gene sono responsabili di una prognosi più sfavorevole sia nei gatti sia nelle persone. Interessante è anche il fatto che alcuni chemioterapici mostrano maggiore efficacia nei tumori mammari felini con questa mutazione, suggerendo un potenziale utilizzo traslazionale.
Altre mutazioni genetiche condivise sono state riscontrate in tumori di sangue, ossa, polmoni, pelle, stomaco, intestino e cervello, indicando un comune percorso patogenetico. Questo approccio multidisciplinare si inserisce nel quadro della filosofia “One Medicine”, che promuove la condivisione di dati e scoperte fra medicina veterinaria e umana per migliorare la cura di entrambe le specie.
L’impatto dell’inquinamento ambientale negli animali domestici
Parallelamente, studi condotti dall’Università del Colorado hanno evidenziato come l’esposizione a smog e pesticidi possa aumentare il rischio di tumori anche nei cani, in particolare nei Golden Retriever, noti per la loro predisposizione a neoplasie. La ricerca biennale ha messo in relazione i livelli di particolato fine PM2.5 con l’incidenza di malattie tumorali e respiratorie, sottolineando l’importanza di strategie preventive per proteggere la salute degli animali, ma anche degli esseri umani che condividono lo stesso ambiente.
Le raccomandazioni degli esperti comprendono il monitoraggio costante della qualità dell’aria, la limitazione delle attività all’aperto nelle ore critiche e la pulizia accurata del pelo degli animali per rimuovere particelle tossiche. Questi dati non solo possono guidare linee guida veterinarie più efficaci, ma offrono anche spunti preziosi per la medicina traslazionale umana.
Il ruolo del Wellcome Sanger Institute nella ricerca genomica
Il Wellcome Sanger Institute, con sede nel Regno Unito, è uno dei centri di eccellenza mondiale nella genomica, impegnato in progetti di sequenziamento su larga scala che spaziano dalla comprensione genetica del cancro allo studio dell’invecchiamento e delle mutazioni somatiche. L’istituto ha contribuito in modo fondamentale al Progetto Genoma Umano e continua a guidare la ricerca genomica applicata alla salute, favorendo collaborazioni internazionali e promuovendo la condivisione aperta dei dati.
Questa sinergia tra genomica avanzata, medicina veterinaria e ambientale apre nuove vie per sviluppare terapie innovative e strategie di prevenzione che potranno migliorare la qualità della vita sia degli animali da compagnia sia delle persone.






