Genova, 5 febbraio 2026 – Negli ultimi anni, la diffusione delle sigarette elettroniche ha acceso un dibattito acceso riguardo ai rischi per la salute, soprattutto per i giovani consumatori. Recenti studi e l’allarme lanciato da esperti italiani come il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, hanno riportato alla luce un fenomeno clinico inquietante noto come “polmoni a popcorn”. Questa condizione, riconoscibile da specifiche immagini radiografiche, evidenzia danni polmonari gravi e permanenti associati all’uso delle sigarette elettroniche.
I danni polmonari associati alle sigarette elettroniche
La patologia alla base del fenomeno è la bronchiolite obliterante, una malattia caratterizzata da infiammazione e cicatrizzazione irreversibile delle piccole vie aeree del polmone. Un tempo legata all’esposizione al diacetile, un aroma usato nelle fabbriche di popcorn per microonde, oggi questa sostanza si ritrova nelle miscele degli e-liquid. Come spiega Bassetti, molti aromi, pur essendo sicuri se ingeriti, diventano pericolosi quando inalati, causando tosse persistente, stanchezza cronica e difficoltà respiratoria che non si risolvono nel tempo. Queste cicatrici polmonari riducono drasticamente la capacità respiratoria e lo scambio di ossigeno, compromettendo la funzionalità polmonare.

A sottolineare la gravità del quadro è il professor Federico Cappuzzo, direttore di Oncologia Medica presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, esperto di fama internazionale nella ricerca sui tumori polmonari. Cappuzzo evidenzia come l’aspetto radiologico definito “polmone a popcorn” sia legato alla dilatazione patologica dei bronchioli, con effetti negativi anche sul sistema cardiovascolare a causa della ridotta ossigenazione del sangue. Il pericolo principale è la profondità dell’inalazione favorita dai dispositivi moderni, che consente a circa 180 diversi aromatizzanti chimici di raggiungere le zone più profonde del polmone, zone normalmente protette dai filtri naturali.
Rischi cumulativi e diffusione tra i giovani
Il fenomeno dei polmoni a popcorn non riguarda solo le sigarette elettroniche ma, secondo Cappuzzo, potrebbe essere associato anche al tabacco riscaldato, la cui nocività polmonare appare simile nonostante l’odore meno pungente. Particolarmente preoccupante è la diffusione dello svapo tra la Generazione Z, con un’età di primo contatto con la nicotina tra i 13 e i 14 anni. L’uso precoce e combinato di sigarette elettroniche e tradizionali aumenta il rischio cumulativo di danni ai polmoni e può agire da “ponte” verso il consumo di tabacco convenzionale.
Dati aggiornati dall’Istituto Superiore di Sanità e da studi internazionali indicano che l’uso combinato di sigarette elettroniche e tradizionali quadruplica il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni rispetto all’uso esclusivo di sigarette tradizionali. Uno studio della Ohio State University ha evidenziato come questa doppia esposizione sia particolarmente dannosa, con la nicotina e molte sostanze cancerogene – tra cui formaldeide, cromo e nichel – presenti anche nei dispositivi elettronici.
Un quadro clinico e sociale complesso
Il fenomeno dello svapo presenta una serie di criticità anche per quanto riguarda la regolamentazione e la prevenzione. L’accessibilità dei dispositivi elettronici, la mancanza di controlli rigorosi sull’età di acquisto e la diffusione dello svapo nei luoghi pubblici contribuiscono all’incremento dell’uso tra adolescenti e giovani adulti. Il professor Cappuzzo, oltre a ricoprire incarichi clinici e di ricerca di rilievo, è anche una voce autorevole nel campo della prevenzione oncologica, impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati a queste nuove abitudini.
Nonostante la ricerca sia ancora in corso per valutare appieno l’impatto a lungo termine delle sigarette elettroniche, gli esperti concordano nell’affermare che il loro consumo non può essere considerato innocuo. La riduzione del rischio rispetto alle sigarette tradizionali non equivale a sicurezza, soprattutto quando si considera il danno permanente ai polmoni e il possibile aumento del rischio oncologico dovuto all’esposizione prolungata e combinata a sostanze nocive.
In questo contesto, il messaggio degli specialisti è chiaro: l’inalazione dovrebbe limitarsi esclusivamente all’aria pulita, con un’attenzione particolare alla prevenzione tra i più giovani e una maggiore vigilanza sulle politiche di controllo del consumo di prodotti a base di nicotina.






