Milano, 5 febbraio 2026 – Un originale “processo” sul caffè, tenutosi a Milano e promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Milano, ha portato all’assoluzione simbolica della celebre bevanda, confermandone la sicurezza per la salute pubblica se consumata con moderazione.
Il verdetto del “processo” e le indicazioni degli esperti
Con un consumo stimato in 35 miliardi di tazzine all’anno in Italia, il caffè è stato sottoposto a un dibattito giudiziario che ha visto la partecipazione di autorevoli figure, tra cui il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, il pubblico ministero Tiziana Siciliano, e gli avvocati della difesa Ilaria Li Vigni e Giorgia Andreis. Il medico legale Umberto Genovese ha contribuito con perizie scientifiche, mentre vari esperti medici hanno testimoniato in aula.

La Corte ha assolto il caffè ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale, rigettando l’accusa che la bevanda rappresenti un pericolo per la salute pubblica. Gli esperti hanno però sottolineato che il consumo deve essere limitato a non più di tre tazzine al giorno e che alcune categorie, quali cardiopatici, donne in gravidanza, bambini e adolescenti, dovrebbero adottare maggiori cautele o evitarne il consumo.
Il caffè, infatti, può provocare effetti collaterali come ipertensione arteriosa, insonnia cronica, palpitazioni e crisi d’ansia in soggetti predisposti. Inoltre, l’abuso può influire negativamente sulla salute del cavo orale, causando macchie dentali e alterazioni del microbiota orale.
Benefici e limiti del consumo moderato di caffè
Studi recenti condotti su oltre un milione di persone indicano che il consumo moderato di caffè è associato a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale. Si evidenziano anche effetti benefici sul fegato, sulla funzione cognitiva e sulla qualità della vita.
Il presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha sottolineato l’importanza di rispettare le indicazioni di consumo per tutelare la salute pubblica, ricordando anche la necessità di prestare attenzione a bevande ad alto contenuto di caffeina, particolarmente diffuse tra i giovani e potenzialmente pericolose.
Il dibattito si inserisce in un contesto normativo complesso, come evidenziato dalla Legge Regionale n. 29 del 21 settembre 2007, che disciplina la somministrazione di alimenti e bevande e pone particolare attenzione alla qualità, alla sicurezza e alla tutela della salute dei consumatori nel settore della ristorazione pubblica e privata.






