Entro il 2030, la regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che comprende anche i Paesi dell’Asia centrale, potrebbe affrontare una drammatica carenza di quasi un milione di infermieri. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’ufficio europeo dell’OMS, che mette in luce una situazione critica per i sistemi sanitari della regione.
Una crisi sanitaria a più livelli: carenza di personale e salute mentale in pericolo
Secondo il documento programmatico dell’OMS, gli infermieri costituiscono oltre il 56% del personale sanitario, con una predominanza femminile, e rappresentano una risorsa essenziale per la sicurezza dei pazienti e l’efficienza dei servizi sanitari. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS Europa, ha definito la carenza di infermieri come una vera e propria “bomba a orologeria” per i sistemi sanitari, aggravata dal deterioramento delle condizioni di lavoro, che ha favorito fenomeni di burnout e abbandono della professione.
A questa emergenza si somma una preoccupante crisi di salute mentale tra il personale sanitario. Il recente rapporto “Healing Hands – Hurting Minds” ha raccolto dati da 29 Paesi europei e ha evidenziato che uno su tre infermieri e medici soffre di depressione o ansia, mentre oltre il 10% ha pensato al suicidio. Sandra Gallina, responsabile del direttorato per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea, ha sottolineato come il carico di lavoro e le pressioni psicologiche stiano riducendo l’interesse verso le carriere infermieristiche, aggravando ulteriormente la carenza.
Le strategie dell’OMS e dell’Unione Europea per affrontare la carenza di infermieri
Il documento dell’OMS propone un piano d’azione articolato che include il miglioramento del riconoscimento professionale ed economico degli infermieri, l’uso di dati accurati sul carico lavorativo, una formazione adeguata e un’attenzione particolare al benessere psicofisico degli operatori sanitari. Hans Kluge ha sottolineato la necessità di una collaborazione duratura tra governi, datori di lavoro, autorità di regolamentazione, sindacati e formatori per una riforma strutturale e sostenibile.
Parallelamente, la Commissione Europea è chiamata a incrementare risorse e programmi dedicati al personale sanitario e socio-assistenziale, come evidenziato anche in recenti interrogazioni parlamentari. Tra le misure urgenti suggerite vi sono la tolleranza zero verso la violenza sul posto di lavoro, la gestione equa dei turni e degli straordinari, nonché un accesso garantito a supporti per la salute mentale.
Il quadro delineato dall’OMS e dalle istituzioni comunitarie conferma la necessità di interventi tempestivi e coordinati per evitare che la carenza di infermieri e le condizioni di lavoro insostenibili compromettano la qualità e la sicurezza delle cure in tutta Europa.




