Roma, 30 gennaio 2026 – A partire dal primo febbraio, nella Regione Lazio entrerà in vigore una nuova regolamentazione riguardante la validità delle ricette dematerializzate per visite specialistiche ed esami di primo accesso. L’obiettivo principale dell’intervento è migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie e ridurre i tempi di attesa, attraverso una diversa articolazione delle scadenze che rispecchiano le priorità cliniche indicate dal medico prescrittore.
Nuove scadenze per le ricette dematerializzate
Come ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la validità delle ricette sarà ora parametrata in base alla classe di priorità clinica, con scadenze più brevi per le prestazioni urgenti e tempi più lunghi per quelle programmate. Nello specifico:
- Ricette urgenti (U), da eseguire entro 72 ore, avranno validità di 10 giorni;
- Ricette brevi (B), da effettuare entro 10 giorni, avranno validità di 20 giorni;
- Ricette differibili (D), con visite da eseguire entro 30 giorni e prestazioni strumentali entro 60 giorni, avranno validità di 40 giorni per le visite e 70 per gli esami;
- Ricette programmate (P), con prestazioni da erogare entro 120 giorni, avranno validità ridotta a 130 giorni.
La novità fondamentale è che la validità riguarda il momento della prenotazione e non quello dell’esecuzione della prestazione: basterà quindi prenotare entro i termini indicati per mantenere valida la prescrizione, anche se l’appuntamento si svolgerà oltre la scadenza amministrativa.
Questa modifica si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione sanitaria, varato dalla giunta regionale con l’intento di garantire un accesso più tempestivo e appropriato alle prestazioni, contrastando l’abitudine di prenotare visite ed esami molto tempo dopo l’emissione della ricetta, un fenomeno che nel 2025 ha riguardato circa 200mila cittadini.
Critiche e risposte sul nuovo sistema
Tale innovazione, tuttavia, ha suscitato reazioni critiche da parte di esponenti politici dell’opposizione. Il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, ha definito la nuova normativa come un «bluff», sottolineando che la riduzione della validità non incide sulle liste d’attesa ma semplicemente «ripulisce» i dati amministrativi, imponendo ai cittadini di gestire sei diverse scadenze, con conseguente confusione.
Anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lazio, Adriano Zuccalà, ha contestato l’intervento, accusando il presidente Rocca di scaricare la responsabilità sui cittadini, che non riescono a prenotare in tempo a causa delle lunghe liste d’attesa, con appuntamenti che arrivano fino al 2027.
L’amministrazione regionale, guidata da Rocca, ha comunque sottolineato che questo cambiamento è necessario per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e favorire un accesso più corretto alle prestazioni di specialistica ambulatoriale.
Altre novità in ambito sanitario nel Lazio
Oltre alla revisione delle ricette, dal primo febbraio saranno ridefiniti anche gli ambiti di garanzia territoriale, con cinque aree di riferimento che coinvolgono le Asl di residenza e quelle limitrofe, per garantire l’erogazione delle prestazioni nei tempi previsti.
Inoltre, è previsto un intervento di riorganizzazione sulla medicina di laboratorio, che vedrà la nascita di 36 centri di medicina distribuiti sul territorio regionale, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle analisi e integrare i servizi, grazie anche a una nuova piattaforma unica regionale operativa entro fine anno.
Infine, è stata istituita la nuova Asl Roma 0, una struttura amministrativa con il compito di coordinare le dieci aziende sanitarie locali del Lazio e ottimizzare l’efficienza del sistema.
Questi cambiamenti rappresentano un passo significativo verso la riforma della sanità regionale, con l’intento di migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini laziali.



