Nella nuova puntata del BSMT di Gianluca Gazzoli, la dottoressa Solange Fugger, nota sui social come Minerva Salute, racconta la sua esperienza di medico d’urgenza e la rapida ascesa come divulgatrice digitale. Affronta le critiche dei colleghi verso la sua esposizione mediatica e chiarisce i malintesi sul suo ruolo di giovane responsabile di un pronto soccorso. La dottoressa sottolinea la necessità di umanizzare la medicina e superare il distacco tra medici e pazienti attraverso un linguaggio accessibile. Vengono inoltre esplorate le difficoltà strutturali della sanità italiana, come il sovraccarico dei servizi ospedalieri e l’importanza di una gestione territoriale più efficiente. Infine, il testo riflette sull’impatto emotivo del periodo pandemico e sulla missione di utilizzare i social per fare educazione sanitaria consapevole.
Minerva Salute e il superamento del muro medico-paziente
L’intervista a Solange Fugger, meglio conosciuta sui social come Minerva Salute, offre uno spaccato profondo e multidisciplinare sulla realtà della medicina d’urgenza in Italia, intrecciando vita professionale, sfide del sistema sanitario e l’impatto della divulgazione digitale. Solange, specialista in medicina interna e responsabile del dipartimento d’emergenza (DEA) presso l’Aurelia Hospital, rappresenta un caso unico nel panorama nazionale, essendo considerata la più giovane primaria d’Italia (o, più precisamente, responsabile di unità operativa in una struttura privata accreditata).
Uno dei temi centrali della conversazione è il superamento del “muro” tra medico e paziente. Gianluca Gazzoli evidenzia come spesso i pazienti si sentano in soggezione o incapaci di porre domande semplici ai medici. Solange risponde sottolineando che l’empatia non è un optional, ma un vero e proprio “atto clinico”. La dottoressa sostiene la necessità di utilizzare un linguaggio semplice per spiegare patologie complesse, poiché la paura del paziente deriva spesso dalla mancata comprensione di termini tecnici che il medico dà per scontati. Questo approccio umano serve a sollevare l’utente dal timore, senza però nascondere la verità clinica.

La complessa gestione del Pronto Soccorso e l’emergenza Covid
L’intervista scava poi nella complessa gestione del Pronto Soccorso, descritto come un “imbuto” in cui confluiscono tutte le problematiche che il territorio non riesce a gestire. Minerva Salute spiega il funzionamento del triage, basato su codici numerici o colore (da 1 a 5 nella Regione Lazio) che stabiliscono la priorità di visita. Un punto di grande interesse è la distinzione tra il Codice Rosso, estremamente protocollato e quindi “standard” nella sua gestione d’urgenza, e il Codice 3 (Blu), spesso molto più insidioso perché richiede una valutazione diagnostica più approfondita e tempo per ricostruire la storia clinica del paziente. La dottoressa ribadisce che il Pronto Soccorso non è una “cassa del supermercato“: ogni visita richiede dedizione, precisione e spesso molto tempo per interagire con i familiari, specialmente nel caso di pazienti anziani.
Un passaggio emotivamente forte riguarda l’esperienza durante la pandemia di COVID-19. Solange ha iniziato la sua carriera proprio in quel periodo, passando dal Pronto Soccorso a un centro di subintensiva. Ricorda con sofferenza l’alienazione di quei turni e il dramma di dover comunicare peggioramenti o decessi ai familiari tramite videochiamate su WhatsApp, un’esperienza che ha segnato profondamente sia i medici che le famiglie. La dottoressa analizza anche il cambiamento della narrazione pubblica: dai medici visti come “eroi” a una successiva fase di sfiducia biblica verso il comparto sanitario, alimentata dalla mancanza di basi solide iniziali per trattare una patologia ignota e dalle difficoltà della medicina territoriale.
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Lo stato della sanità odierna, il semestre filtro
Riguardo allo stato della sanità odierna, Minerva Salute evidenzia che non basta un intervento economico per risolvere i problemi, ma serve una riorganizzazione completa del territorio. La carenza di personale è critica, aggravata dal burnout e da condizioni lavorative che non garantiscono più una vita privata soddisfacente. In questo contesto, critica aspramente il cosiddetto “semestre filtro” per l’accesso a medicina, definendolo un test d’ingresso semplicemente posticipato che non risolve la carenza di medici e che è stato presentato in modo semanticamente errato.
L’attività sui social e gli attacchi dei colleghi
La sua attività di divulgazione sui social (TikTok e Instagram) è nata quasi per gioco con un video su un trauma cranico, diventato subito virale. Nonostante il grande successo, Minerva Salute riceve critiche da alcuni colleghi che la accusano di ridicolizzare la medicina. Lei difende invece il valore di rendere la medicina “pop“, spiegando i processi logici dietro i casi clinici per aiutare le persone a riconoscere sintomi gravi, come quelli di un infarto. La sua missione è mostrare in modo “cristallino” la vita quotidiana di un medico d’urgenza, una professione spesso dimenticata o narrata solo negativamente.
Infine, l’intervista tocca aspetti personali, come le origini nobili tedesche della famiglia Fugger e il suo impegno per la gender equality in medicina, che l’ha portata fino al Parlamento Europeo. Solange parla apertamente della sua relazione con la compagna Flavia, anche lei medico d’urgenza conosciuta in ospedale, sottolineando l’importanza di mantenere professionalità sul posto di lavoro pur non facendo mistero della propria identità.






