Roma, 24 marzo 2026 – Dormire male a causa dell’uso del cellulare prima di andare a letto rappresenta un problema ben noto, ma studi recenti approfondiscono ulteriormente le conseguenze di questa abitudine, che vanno ben oltre il semplice disturbo del sonno. Il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, ha recentemente ribadito i rischi associati all’esposizione alla luce blu emessa dagli smartphone e dispositivi digitali, evidenziando come questa possa influenzare negativamente non solo il riposo ma anche la salute cardiaca.
Effetti della luce blu sul sonno e sulla salute
La luce blu, emessa da schermi di smartphone, tablet e computer, interferisce con la produzione di melatonina, l’ormone responsabile della regolazione del sonno. La sua soppressione provoca un ritardo nell’addormentamento e una riduzione della qualità del riposo notturno. Il professor Bassetti sottolinea che anche una minima esposizione a questa luce prima di dormire può scatenare una serie di disturbi, che comprendono non solo insonnia, ma anche problemi metabolici, cognitivi e psicologici.
Uno studio di rilievo presentato durante le American Heart Association Scientific Sessions ha coinvolto oltre 450 adulti di Boston, senza patologie cardiache preesistenti. La ricerca, guidata dal professor Shady Abohashem del Massachusetts General Hospital e docente alla Harvard Medical School, ha dimostrato un collegamento diretto tra l’esposizione alla luce notturna e l’aumento del rischio di malattie cardiache. L’illuminazione artificiale durante le ore serali può infatti attivare processi infiammatori nelle arterie, aumentando così il rischio cardiovascolare.

Consigli pratici per migliorare la qualità del sonno
Per limitare i danni causati dalla luce blu, gli esperti raccomandano di spegnere gli schermi almeno un’ora prima di andare a letto. L’utilizzo della modalità notturna o di filtri specifici può ridurre l’impatto della luce blu, ma non annulla completamente gli effetti negativi. È altresì fondamentale mantenere la stanza completamente buia durante il riposo, utilizzando, se necessario, una maschera per gli occhi.
Un altro importante contributo alla riflessione sul sonno arriva dal recente saggio di Theresia Enzensberger, pubblicato nel 2025 da Edizioni Lindau. Nel suo libro, intitolato semplicemente Dormire, l’autrice esplora il sonno non solo come fenomeno biologico, ma anche come esperienza sociale e culturale. Enzensberger, che soffre di insonnia, analizza il sonno come un atto di ribellione passiva all’imperativo della produttività capitalistica, sottolineando come il sonno rappresenti un momento di inattività in un mondo ossessionato dal profitto.
Il sonno tra scienza e società
Il testo, che ha riscosso ampi consensi per la sua capacità di unire riflessione personale, dati scientifici e analisi sociale, descrive le varie fasi del sonno, dalla leggerezza del dormiveglia fino al sonno profondo e al sogno REM. Enzensberger collega la mancanza di riposo adeguato a conseguenze non solo fisiche, ma anche culturali e psicologiche, offrendo una visione critica del modo in cui la nostra società gestisce e spesso ignora questo bisogno fondamentale.
Il romanzo Dormire presenta inoltre una narrazione coinvolgente che, attraverso la storia di Achille e del suo particolare rapporto con il sonno, invita a riflettere sull’identità, la perdita e le forme alternative di affettività, ponendo il sonno al centro di un discorso più ampio sulla condizione umana.
Nuove frontiere nella ricerca
Parallelamente a queste riflessioni, la comunità scientifica continua a indagare i legami tra sonno, tecnologia e salute. Il profilo accademico del professor Shady Abohashem, tra i maggiori esperti in cardiologia e neuroscienze, testimonia l’impegno nel comprendere come fattori ambientali, come la luce notturna, influiscano sul benessere cardiovascolare e neurologico.
Le evidenze indicano che migliorare la qualità del sonno non è solo una questione di comfort personale, ma un passo fondamentale per la prevenzione di malattie croniche. La gestione consapevole del tempo trascorso davanti agli schermi e l’adozione di abitudini sane sono oggi più che mai indispensabili per proteggere la salute globale.






