Roma, 30 marzo 2026 – Nel mondo, la meningite continua a rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica, causando ogni anno la morte di circa 259.000 persone. Di queste vittime, più di un terzo sono bambini sotto i 5 anni di età, evidenziando un impatto particolarmente drammatico nelle fasce di età più vulnerabili. Questi dati emergono da uno studio globale pubblicato su The Lancet Neurology e coordinato dagli epidemiologi della University of Washington di Seattle.
Dati epidemiologici e cause principali della meningite
Lo studio rileva che ogni anno circa 2,5 milioni di persone vengono colpite dalla meningite, malattia infettiva che interessa le meningi, le membrane protettive del sistema nervoso centrale. Nonostante un significativo calo dei tassi di mortalità e infezione rispetto al 1990, i progressi non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che prevedono una riduzione del 50% delle infezioni e del 70% dei decessi entro il 2030.
La meningite è la principale causa infettiva di disabilità neurologica a livello globale. Le infezioni sono principalmente causate da batteri come Streptococcus pneumoniae e Neisseria meningitidis, e da virus come gli enterovirus non poliomielitici, responsabili anche del maggior numero di casi. Tra i fattori di rischio più significativi per la mortalità vi sono il basso peso alla nascita, la nascita prematura e l’inquinamento ambientale, sia domestico che atmosferico.
Disparità geografiche e strategie di prevenzione
Il carico della meningite rimane sproporzionatamente elevato nei paesi a basso reddito, in particolare nella fascia africana dove nazioni come Nigeria, Ciad e Niger registrano i tassi più alti di mortalità e infezione. Dal 2000, la diffusione dei vaccini ha ridotto significativamente casi e decessi, ma i progressi sono inferiori rispetto ad altre malattie prevenibili con i vaccini.
Gli esperti sottolineano la necessità di aumentare gli sforzi per ampliare i programmi di vaccinazione e migliorare la gestione degli antibiotici. Fondamentali sono anche il potenziamento dell’accesso alle cure, nonché il rafforzamento della diagnostica e del monitoraggio della meningite. Solo con queste azioni sarà possibile avvicinarsi agli ambiziosi traguardi fissati dall’OMS per il prossimo decennio.





