Cosenza, 7 gennaio 2026 – L’epidemia stagionale di influenza sta mettendo a dura prova i pronto soccorso degli ospedali calabresi, con un aumento significativo degli accessi e dei ricoveri, soprattutto nelle città di Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro. Nel frattempo, anche la Sicilia affronta una situazione critica con pronto soccorso sovraffollati e un’impennata di casi influenzali che sta creando disagi rilevanti nei nosocomi più importanti dell’isola.
Emergenza influenza negli ospedali calabresi
Nei giorni attorno al Capodanno, gli ospedali calabresi hanno registrato un vero e proprio boom di pazienti affetti da sindromi influenzali. A Cosenza, secondo i dati forniti dai responsabili del pronto soccorso, sono stati quasi 600 gli accessi in 48 ore, con circa 50 ricoveri in area medica e chirurgica. Tra questi, alcuni pazienti sono stati addirittura ricoverati in terapia intensiva a causa di complicanze respiratorie gravi come polmoniti e insufficienze respiratorie. Non solo anziani e soggetti fragili: a Cosenza si sono infatti registrati casi anche tra persone relativamente giovani con patologie concomitanti, spesso non vaccinate.

Il direttore del dipartimento di Emergenza-Urgenza di Cosenza, Andrea Bruni, ha inoltre spiegato che per gestire il flusso di pazienti meno urgenti è stato attivato un Flu Point, un ambulatorio straordinario che contribuisce a decongestionare il pronto soccorso.
Situazione analoga a Reggio Calabria, dove il responsabile Paolo Costantino ha segnalato oltre 400 pazienti gestiti nello stesso arco temporale, con una criticità importante dovuta alla carenza di posti letto che limita la capacità di accoglienza. A Catanzaro, infine, si è registrato un afflusso massiccio soprattutto negli ultimi giorni, con il primario Giuseppe Masciari che conferma come il virus maggiormente circolante sia l’influenza A/H1N1, con una progressiva diffusione della variante H3.
Gli esperti prevedono il picco dei contagi a metà gennaio, correlato alla riapertura delle scuole e all’aumento dei contatti sociali dopo le festività natalizie.
La crisi nei pronto soccorso siciliani
Anche in Sicilia la situazione dei pronto soccorso è definita “incandescente” a causa dell’impennata dei casi di influenza nelle ultime due settimane. A Palermo, gli ospedali Civico e Villa Sofia sono particolarmente sotto pressione. Nel pronto soccorso del Civico, ad esempio, è stato registrato un indice di sovraffollamento del 192% con 81 pazienti presenti contemporaneamente, molti dei quali in attesa di ricovero da oltre 24 ore e addirittura fino a 48 ore.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato d’urgenza il manager dell’Azienda ospedaliera di Palermo, Alessandro Mazzara, per un report sulla situazione e sulle cause dei disagi, che in alcuni casi hanno assunto i connotati di veri e propri disservizi.
Per far fronte all’emergenza, la direttrice generale del Policlinico Paolo Giaccone, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’epidemia influenzale e del sovraffollamento. L’epidemia, spiegano dall’ospedale, determina un prolungamento delle degenze e riduce il turnover dei posti letto, aggravando la capacità ricettiva delle strutture.
Il segretario del CIMO Sicilia, Giuseppe Bonsignore, ha denunciato la situazione critica, sottolineando come la scarsa adesione alla campagna vaccinale abbia amplificato gli effetti negativi del virus influenzale, con un numero inusitato di pazienti affetti da disturbi respiratori anche gravi. Bonsignore ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di aggiornare la rete ospedaliera regionale, incrementando i posti letto per far fronte a emergenze di questo tipo.
Contesto e prospettive
L’emergenza influenza che coinvolge Calabria e Sicilia si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una crescente richiesta di servizi sanitari, soprattutto nei reparti di emergenza-urgenza. Le autorità sanitarie regionali stanno monitorando l’evolversi della situazione, anche in vista del picco previsto per metà gennaio, e adottano misure volte a gestire al meglio il flusso dei pazienti.
L’aumento dei casi influenza, soprattutto quelli con complicanze respiratorie, evidenzia ancora una volta l’importanza della prevenzione vaccinale, di cui si registra una partecipazione non sempre adeguata, e la necessità di un potenziamento strutturale del sistema ospedaliero, per evitare sovraffollamenti che mettono a rischio la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti.
In Calabria, Cosenza si distingue per l’attivazione di un Flu Point, mentre in Sicilia la situazione rimane critica anche in considerazione della riduzione del personale durante i giorni festivi e delle difficoltà logistiche che ne derivano.
Le autorità regionali e i vertici ospedalieri continuano a lavorare per mitigare l’impatto della crisi sanitaria e garantire risposte efficaci alle necessità della popolazione, soprattutto alle fasce più fragili e vulnerabili.






