Un nuovo allarme arriva dall’Europa sulla diffusione del virus dell’influenza, con particolare attenzione alla crescita di una variante del virus influenzale A/H1N1 che mostra una risposta ridotta all’antivirale oseltamivir. La situazione è stata evidenziata da uno studio coordinato dall’Istituto di ricerca Vall d’Hebron di Barcellona, pubblicato sulla rivista Eurosurveillance dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc).
Cresce la variante dell’influenza resistente agli antivirali
Il virus dell’influenza A/H1N1, che circola abitualmente durante la stagione influenzale, è soggetto a mutazioni genetiche. Una mutazione specifica, identificata come S247N della neuroaminidasi, può rendere il virus meno suscettibile all’oseltamivir, farmaco antivirale comunemente utilizzato. Sebbene questa mutazione fosse nota da circa quindici anni, era stata riscontrata solo in casi sporadici fino allo scorso anno, quando si è notato un aumento significativo. La tendenza si è accentuata nella stagione attuale.
Secondo lo studio, in Catalogna l’11,8% dei campioni influenzali A/H1N1 analizzati presentano questa mutazione, con punte che in alcune settimane hanno raggiunto quasi il 100%. Fenomeni simili si registrano anche in Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e Belgio, con una presenza complessiva della mutazione nel 2,2% delle sequenze A/H1N1 europee. Al momento, non sono stati rilevati casi di virus con mutazioni multiple che conferiscano una resistenza totale agli antivirali.
Gli esperti sottolineano l’importanza di un rafforzamento della sorveglianza sull’evoluzione di questi ceppi influenzali, per monitorare eventuali sviluppi preoccupanti.
Circolazione precoce e nuova variante A(H3N2) in Europa
Parallelamente, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha evidenziato un aumento precoce dei casi di influenza nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo, con un anticipo di 3-4 settimane rispetto alle ultime stagioni. A guidare la diffusione è una nuova variante del virus, identificata come sottoclade A(H3N2) K.
Questa variante, che si sta rapidamente diffondendo in Europa occidentale e nel Regno Unito, presenta mutazioni che potrebbero aumentarne la trasmissibilità e consentire una parziale fuga immunitaria, contribuendo a un’attività influenzale più precoce e diffusa. Nonostante un imperfect match del vaccino stagionale con questa sottoclade, il vaccino fornisce comunque una protezione significativa, soprattutto contro le forme gravi e i ricoveri.
L’Ecdc rinnova quindi l’appello a vaccinarsi tempestivamente, soprattutto per le categorie a rischio come anziani, donne in gravidanza, persone con patologie croniche e operatori sanitari.
La situazione richiede un’attenta sorveglianza e misure di prevenzione rafforzate per contenere l’impatto della stagione influenzale, che potrebbe risultare particolarmente intensa.




