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Home Salute

Infarto, nuovo studio: “Rischio elevato tra i giovani uomini, serve prevenzione”

Nuovi dati evidenziano come il rischio cardiovascolare inizi già in giovane età e vari tra uomini e donne, sottolineando l’importanza di strategie preventive personalizzate

by Marco Viscomi
16 Marzo 2026
Diversa incidenza tra uomini e donne per le malattie cardiovascolari

Diversa incidenza tra uomini e donne per le malattie cardiovascolari | Pixabay @PeopleImages - alanews

Chicago, 16 marzo 2026 – Una recente indagine condotta dai ricercatori della Northwestern Medicine ha messo in luce come le differenze nel rischio di malattie cardiovascolari tra uomini e donne si manifestino già a partire dai 35 anni, contraddicendo l’idea che tali patologie siano esclusivamente prerogativa dell’età avanzata. Lo studio, pubblicato sul Journal of the American Heart Association, si basa sull’analisi dei dati raccolti dallo studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), che ha monitorato per oltre trent’anni un campione di 5.115 giovani adulti americani.

Rischio cardiovascolare precoce: uomini più esposti

I risultati indicano che gli uomini hanno quasi il doppio delle probabilità rispetto alle donne di sviluppare malattie cardiovascolari entro un decennio a partire dai 35 anni. Questo rischio elevato si mantiene fino alla mezza età, con una maggiore incidenza di cardiopatia coronarica, causata dal restringimento o dall’occlusione delle arterie coronariche, principale fattore di rischio per infarto precoce nel sesso maschile. A 50 anni, il 4,7% degli uomini ha sviluppato malattie cardiovascolari rispetto al 2,9% delle donne, che raggiungono un rischio simile soltanto intorno ai 57 anni.

Le differenze nel rischio di ictus tra i sessi sono risultate, invece, più contenute: all’età di 50 anni, circa l’1,2% di uomini e donne ha subito un evento ischemico cerebrale. L’insufficienza cardiaca, patologia cronica legata all’incapacità del cuore di pompare sangue, mostra differenze minori e si associa maggiormente a età più avanzate.

Malattie cardiovascoli, fattori di rischio e prevenzione: il ruolo della cardiologia femminile

Lo studio ha tenuto conto anche di fattori di rischio modificabili come il fumo, l’ipertensione e il diabete di tipo 2, confermando che la differenza di genere nel rischio cardiovascolare persiste anche dopo aver considerato queste variabili. In particolare, la professoressa Alexa Freedman, docente alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, sottolinea l’importanza di estendere le valutazioni preventive ai pazienti più giovani, indipendentemente dal sesso.

In questa direzione si inseriscono le raccomandazioni della cardiologa Laxmi Mehta, direttrice di Cardiologia Preventiva e Salute Cardiovascolare Femminile presso il Wexner Medical Center dell’Ohio State University. Mehta evidenzia come l’attenzione clinica debba estendersi oltre i criteri tradizionali adottati per i pazienti anziani, includendo malattie autoimmuni, esiti avversi della gravidanza e livelli elevati di lipoproteine geneticamente determinate, spesso non rilevate nei pannelli lipidici standard.

L’infarto miocardico acuto: definizione, cause e impatto epidemiologico

L’infarto miocardico acuto (IMA) è caratterizzato dalla necrosi del tessuto cardiaco causata da un’ischemia prolungata, dovuta solitamente all’occlusione di un’arteria coronarica. La condizione può manifestarsi come STEMI, con sopraslivellamento del tratto ST nell’ECG, o NSTEMI, se l’occlusione è parziale. Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte nei paesi industrializzati, con una mortalità che si riduce significativamente se il paziente raggiunge tempestivamente il trattamento ospedaliero.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato numerosi fattori di rischio modificabili, tra cui obesità, fumo di sigaretta, sedentarietà, ipercolesterolemia e ipertensione, che sono alla base dello sviluppo di aterosclerosi e infarto. La prevenzione si basa quindi su modifiche dello stile di vita e su un’attenta gestione clinica dei pazienti a rischio.

La ricerca condotta da Northwestern Medicine rafforza l’urgenza di un approccio più precoce e mirato alla prevenzione cardiovascolare, con particolare attenzione alle differenze di genere, per ridurre il carico globale delle malattie cardiache.

Tags: Infarto

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