Padova, 3 gennaio 2026 – Dopo il tragico incendio che ha colpito il bar Le Constellation a Crans-Montana la notte del 1º gennaio 2026, numerosi giovani rimasti gravemente ustionati sono stati trasferiti in ospedali specializzati in Italia, dove si stanno sottoponendo a cure intensive. La situazione rimane estremamente delicata e richiede un intervento medico di elevata complessità e tempestività.
Il trasferimento e l’assistenza ai pazienti ustionati
Come spiegato da Franco Bassetto, professore di chirurgia plastica e direttore della Clinica di chirurgia plastica presso il Centro grandi ustionati dell’Azienda Ospedaliera di Padova nonché presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-Rigenerativa ed Estetica (SICPRE), “Subito dopo la tragedia abbiamo attivato un alert nazionale per liberare i Centri grandi ustionati da pazienti meno gravi, così da accogliere i feriti provenienti dalla Svizzera“. Attualmente i primi pazienti sono ricoverati presso l’ospedale Niguarda di Milano, uno dei centri di riferimento italiano per il trattamento delle ustioni gravi.

Le caratteristiche cliniche delle ustioni e l’approccio terapeutico
L’ustione è una vera e propria malattia da trauma termico che provoca lesioni ai tessuti cutanei con necrosi di vari livelli di profondità, potendo coinvolgere anche gli organi interni. Le ustioni si classificano in primo, secondo e terzo grado, secondo la profondità del danno. Per adulti si considera grave un’ustione che interessa oltre il 20% della superficie corporea, mentre per i bambini la soglia si abbassa al 10%. “L’ustione provoca un importante travaso di liquidi dai vasi sanguigni verso i tessuti circostanti, con conseguente shock ipovolemico che può portare a perdita di coscienza“, precisa Bassetto.
Il primo intervento medico consiste nel calcolo preciso dell’estensione della superficie ustionata, fondamentale per la somministrazione corretta di liquidi per via endovenosa, che possono comprendere soluzioni fisiologiche e plasma. In parallelo, è cruciale il raffreddamento immediato della pelle con acqua fredda per limitare la progressione del danno termico. Nei casi più gravi si eseguono procedure chirurgiche immediate come le escarotomie, incisioni mirate a liberare la compressione dei tessuti induriti e a ristabilire la circolazione sanguigna, evitando necrosi degli arti e facilitando la respirazione quando la rigidità cutanea interessa il torace.
Classificazione e gravità: la regola del 9
Per stimare rapidamente l’area ustionata si utilizza la “Regola del 9 di Wallace”, che suddivide il corpo in sezioni corrispondenti al 9% o a multipli/frazioni di questa percentuale, consentendo di pianificare velocemente il trattamento e la gestione dei fluidi. Ad esempio, la testa e il collo rappresentano il 9%, così come ogni arto superiore, mentre il tronco anteriore e posteriore coprono ciascuno il 18%. Per i bambini, a causa delle diverse proporzioni corporee, esistono tabelle adattate.
La gravità di un’ustione dipende anche dalla localizzazione: le ustioni sul volto sono particolarmente critiche perché spesso associate all’inalazione di fumi caldi che possono causare edema e insufficienza respiratoria, richiedendo intubazione precoce. La soglia di gravità aumenta con l’estensione e l’età del paziente; un’ustione superiore al 60% è considerata gravissima.
Cosa evitare e le cure da adottare
Bassetto sottolinea l’importanza di evitare rimedi fai-da-te come l’applicazione di pomate o unguenti a base di erbe, che possono ostacolare il raffreddamento naturale della pelle. Il trattamento iniziale più semplice ed efficace è l’applicazione di impacchi con soluzione fisiologica. Per le ustioni di secondo grado con formazione di bolle, è consigliato incidere la bolla per far fuoriuscire il liquido, ma senza rimuovere la pelle sovrastante, che funge da protezione naturale.
Il percorso di recupero e il trattamento chirurgico
Il decorso clinico varia notevolmente in base all’entità delle lesioni. Ustioni di entità inferiore al 10% della superficie corporea possono essere gestite ambulatorialmente, con raccomandazioni di idratazione e medicazioni periodiche. Sopra questa soglia, soprattutto nei bambini, è indicato il ricovero ospedaliero per un monitoraggio più stretto.
Nel caso di ustioni estese e profonde, il trattamento chirurgico precoce è essenziale. “È fondamentale rimuovere tempestivamente i tessuti necrotici per prevenire infezioni e sepsi, che rappresentano la seconda causa di morte nei pazienti ustionati“, spiega Bassetto. La rimozione dei tessuti morti viene seguita da innesti cutanei, preferibilmente con pelle autologa prelevata dal paziente stesso. Quando non è possibile, si utilizzano innesti temporanei da banche dei tessuti. L’innesto autologo definitivo viene effettuato dopo circa due settimane, quando la pelle temporanea viene rimossa.
I centri specializzati in Italia per il trattamento dei grandi ustionati
L’Italia conta diversi centri di eccellenza dedicati alla cura delle ustioni gravi. Oltre all’ospedale Niguarda di Milano e al Centro grandi ustionati di Padova, esistono strutture specialistiche a Torino, Genova, Roma, Napoli, Bari, Catania e Sassari. Anche i poli pediatrici di Firenze e Napoli sono attrezzati per trattare i pazienti più piccoli. La rete ospedaliera italiana è quindi pronta ad accogliere e gestire anche i casi più complessi, garantendo un’assistenza multidisciplinare.
Il contesto di Crans-Montana e la tragedia del Capodanno 2026
Crans-Montana è un comune svizzero nel Cantone Vallese noto per la sua stazione sciistica di rilievo internazionale e per la vivace vita mondana, specialmente durante la stagione invernale. La località ospiterà i Campionati mondiali di sci alpino FIS nel 2027, un evento di grande prestigio sportivo. Purtroppo, il recente incendio avvenuto nel bar Le Constellation ha scosso profondamente la comunità, con decine di vittime e numerosi feriti gravi. La risposta immediata delle strutture sanitarie italiane e svizzere è stata cruciale per garantire cure adeguate ai giovani colpiti da ustioni estese.
La gestione delle ustioni rimane una sfida medica complessa che richiede un intervento rapido e coordinato, basato su protocolli consolidati e su strutture specializzate, elementi indispensabili per migliorare le possibilità di guarigione e limitare le complicanze.






