Riccione, 9 aprile 2026 – In Italia, ogni anno si contano circa 390 mila nuove diagnosi di tumore, e tra le problematiche più diffuse e invalidanti per i pazienti oncologici vi è il dolore, che interessa circa la metà di loro lungo tutto il percorso di cura. Non solo un sintomo fisico, il dolore condiziona la vita quotidiana, il benessere psicologico e le relazioni sociali, influenzando anche l’aderenza alle terapie e l’efficacia complessiva del trattamento.
L’importanza della gestione corretta del dolore oncologico
Durante il XXV Congresso della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) in corso a Riccione, esperti di Terapia del dolore hanno sottolineato che l’uso appropriato e controllato degli oppioidi, in particolare del fentanyl, non deve suscitare timori nei pazienti. Questo farmaco è una risorsa consolidata e raccomandata dalle linee guida nazionali e internazionali come prima scelta per il trattamento del dolore da cancro moderato-severo. La sua elevata potenza analgesica e la rapidità d’azione lo rendono particolarmente indicato per il trattamento del dolore episodico intenso, ovvero crisi improvvise di breve durata ma molto intense, che possono verificarsi anche quando il dolore di base è ben controllato.
Sfatare i miti sugli oppioidi per garantire un miglior trattamento
Nonostante i progressi nella terapia del dolore oncologico, persistono ancora molti pregiudizi e disinformazione, soprattutto riguardo l’uso degli oppioidi. Silvia Natoli, responsabile dell’Area Culturale Dolore SIAARTI, evidenzia come sia fondamentale informare correttamente pazienti e caregiver per migliorare la gestione del dolore. Tra i falsi miti da sfatare vi sono: il dolore oncologico riguarda pochi pazienti e solo le fasi terminali della malattia; il dolore è inevitabile e va sopportato; il dolore è sempre continuo e cronico; i picchi di dolore non si possono controllare; gli oppioidi sono usati solo nelle fasi terminali; tutti gli oppioidi sono uguali; e preoccuparsi dell’assunzione di fentanyl.
Il simposio organizzato dall’Istituto Gentili ha così posto l’accento sull’importanza di superare pregiudizi e garantire un approccio terapeutico efficace e umano, in cui la qualità di vita del paziente oncologico sia al centro delle cure.






