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Home Salute

Depressione, ne esistono almeno sei tipi: quali sono e come si curano

by Alessia Barra
12 Dicembre 2023
donna si tiene il volto

Depressione, ne esistono almeno sei tipi: quali sono e come si curano - Unsplash

La depressione può manifestarsi in diverse forme: riconoscerle aiuta a combatterle. Ecco cosa è emerso da uno nuovo studio in California

La forme depressive non sono tutte uguali e secondo un nuovo studio condotto in California e pubblicato su Nature Medicine, ne esisterebbero almeno sei tipologie differenti, che si differenziano per pattern di attivazione dei circuiti cerebrali differenti.

Un gruppo di ricercatori del Department of Psychiatry and Behavioral Sciences della Stanford, con a capo l’italiano Leonardo Tozzi, hanno approfondito le dinamiche cerebrali che caratterizzano le diverse tipologie di depressione, attraverso tecniche di Neuro Imaging. I risultati non sono utili solo a livello diagnostico, ma specialmente a livello terapeutico. Infatti, per curare al meglio la depressione occorre sapere con che tipo di forma depressiva si ha a che fare.

Che cos’è la Depressione? 

La depressione — nota anche come disturbo depressivo maggiore, secondo il DSM-V — è un disturbo mentale caratterizzato da un persistente umore depresso, una perdita di interesse o piacere in quasi tutte le attività, che dura per almeno due settimane. Questi sintomi causano una significativa compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altri aspetti importanti della vita quotidiana.

Non va confuso con uno stato psicologico transitorio, infatti la depressione si mantiene costante per un periodo di tempo piuttosto lungo e tiene prigioniera la mente di chi ne soffre per gran parte della giornata, alterando anche il ritmo sonno-veglia. Nel peggiore dei casi, la depressione può portare anche ad ideazione suicidaria.

Quali sono le principali forme di Depressione?

Oltre alla Depressione Maggiore, che abbiamo appena descritto, esistono differenti forme di depressione:

  • Depressione Psicotica: si tratta di una forma specifica di Depressione Maggiore ma i sintomi sono più marcati e compaiono in parallelo a disturbi di tipo psicotico, come ad esempio deliri e allucinazioni.
  • Depressione Reattiva: comporta un peggioramento dell’umore in modo cronico, e può essere ricondotta ad un trauma o ad un evento stressante che ci si è ritrovati a vivere, ma è meno persistente rispetto alla Depressione Maggiore.
  • Depressione Post-Partum: in questo caso la depressione esordisce dopo il parto e colpisce le neo-mamme. Si caratterizza per il timore di non essere in grado di crescere e accudire il bambino e per una forte ansia.
  • Depressione Bipolare: la depressione bipolare è caratterizzata da un’oscillazione dell’umore che non riesce a stabilizzarsi. La persona che ne soffre si trova a vivere momenti di profonda depressione, alternati a momenti di completa e inspiegabile euforia, senza riuscire a trovare un equilibrio emotivo e psicologico.
  • Depressione Mascherata: si tratta di una tipologia di depressione piuttosto subdola, dal momento che è di tipo psico-somatico. Ovvero, la persona che ne soffre accusa dei dolori fisici che sono una conseguenza di uno stato depressivo che invece di intaccare l’umore in modo indiretto colpisce e soprattutto il fisco. 

Queste sono solo alcune delle tipologie di depressione esistenti, e per quanto la classificazione delle diverse forme di questo disturbo non sia una novità nel mondo della psicologia, lo studio di cui stiamo per parlarvi ha mostrato, in modo pratico, come la terapia vada disegnata attorno al particolare tipo di depressione per poter ottenere dei riscontri concreti.

Uno sguardo ravvicinato allo Studio di Tozzi

Per realizzare questo importante studio è stato selezionato un campione di 801 pazienti con sintomi di ansia e depressione di cui i ricercatori avevano una conoscenza approfondita del quadro clinico, grazie a studi condotti in precedenza sfruttando tecniche di Neuro Imaging e non solo.

I partecipanti dovevano svolgere alcuni compiti mentre il loro cervello era sottoposto a fMRI, in base al rendimento e alle immagini celebrali un algoritmo di apprendimento automatico è andato a suddividere i pazienti di sottocategorie. In questo modo sono stati individuati i 250 pazienti a cui somministrare diverse tipologie di terapie, da quelle farmacologiche fino a percorsi di psicoterapia.

I pazienti sono stati trattati con tipologie differenti di antidepressivi o con un trattamento psicoterapico in modo casuale, e questo ha messo in luce come diversi biotipi (diverse tipologie di depressione) dessero degli outcome differenti in base al tipo di terapia farmacologica o psicoterapia somministrata o intrapresa.

Lo studio dimostra che la depressione e l’ansia non possono essere curate tutte allo stesso modo, ma occorre differenziarle e individuare delle diagnosi più specifiche possibile, in modo tale da individuare la terapia più adeguata a combatterle. 

Identificando il sottotipo di depressione con la risonanza magnetica, i ricercatori sono riusciti a prevedere anche la probabilità di remissione della malattia nel 63% dei casi.

Una terapia differenziata per raggiungere risultati più favorevoli

Le parole di Tozzi sottolineano come in ambito psicologico ci sia bisogno di diversificare i trattamenti per poter combattere la depressione in tutte le sue forme: 

“Il nostro Centro sta ora avviando trial clinici sperimentali e prospettici volti a testare terapie che hanno come bersaglio le caratteristiche cerebrali specifiche per ogni biotipo.

L’ipotesi è che, assegnando ogni paziente a una terapia che ha come bersaglio l’anomalia cerebrale del suo biotipo, si possa ottenere una risposta clinica migliore“.

Per ogni biotipo potrà essere scelta una terapia basata su farmaci o su psicoterapia, ma i fattori che influenzano la decisione saranno molteplici: “Dipende anche da altri fattori, per esempio dalla disponibilità del trattamento, dalla presenza di sintomi specifici, dalla storia di ogni singolo paziente e ovviamente dalle sue preferenze personali”

Bisogna sottolineare che trovare delle terapie indicate è quanto mai essenziale dal momento che oggi il 30% dei casi di depressione non risponde alle terapie e i due terzi dei soggetti trattati non riescono a tornare ad avere pieno possesso della loro vita in modo duraturo.

Un altro aspetto importante che va considerato, è che i nuovi strumenti di indagine permettono di avere un quadro completo di ciò che avviene a livello neurale nei pazienti, ed è un vantaggio incredibile per riuscire a personalizzare al meglio il tipo di terapia.

La depressione è difficile da combattere ma per riuscirci occorre entrare in profondità e individuare tutte le sfumature che la compongono.

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