Roma, 31 marzo 2026 – Una nuova frontiera nella somministrazione di farmaci antitumorali è stata raggiunta da un team di ricerca cinese guidato da Yu Zhang dell’Università Shenyang Pharmaceutical. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, riguarda l’utilizzo di particelle derivate dallo sperma di maiale come navette biologiche in grado di trasportare farmaci direttamente alla retina, superando barriere biologiche finora insormontabili.
Sperma di maiale: una rivoluzione nel trattamento del retinoblastoma
Il retinoblastoma, tumore maligno della retina che colpisce prevalentemente bambini, è caratterizzato dalla presenza di barriere naturali che impediscono il passaggio dei farmaci. La retina, simile al cervello, è protetta da una barriera che limita l’ingresso di molecole esterne pericolose, ma anche di farmaci terapeutici. Attualmente i trattamenti prevedono iniezioni intraoculari o terapie laser, spesso invasive e potenzialmente dannose per la vista.
La nuova tecnica sfrutta gli esosomi, piccole vescicole estratte dallo sperma di maiale, capaci di penetrare le giunzioni cellulari della membrana oculare. Attraverso un processo di ingegnerizzazione, gli esosomi sono stati caricati con un mix di molecole antitumorali e dotati di molecole di acido folico sulla superficie, che indirizzano il farmaco in modo selettivo verso le cellule tumorali della retina.
Test preclinici e prospettive future
L’innovativo sistema è stato testato con successo su modelli murini, somministrando il farmaco sotto forma di collirio. I risultati hanno mostrato un’efficace inibizione della crescita tumorale senza effetti collaterali sulla vista, segnalando un significativo passo avanti rispetto alle terapie tradizionali.
Questa scoperta apre la strada a potenziali sviluppi clinici volti a tradurre la tecnica in un trattamento per l’uomo, offrendo nuove speranze per pazienti affetti da retinoblastoma, una patologia rara ma grave che colpisce circa 1 neonato ogni 20.000 e che necessita di farmaci capaci di raggiungere efficacemente la retina senza danneggiarla.






