Roma, 3 aprile 2026 – Un recente studio condotto dall’University of Texas Health Science Center di Houston ha evidenziato un possibile effetto protettivo del vaccino antinfluenzale nei confronti della malattia di Alzheimer. La ricerca, pubblicata sulla rivista Neurology, suggerisce che la vaccinazione antinfluenzale, in particolare quella a alto dosaggio, potrebbe ridurre in maniera significativa il rischio di sviluppare questa forma di demenza neurodegenerativa.
Vaccino antinfluenzale e riduzione del rischio di Alzheimer
Lo studio ha analizzato i dati di circa 160 mila individui, dimostrando che la somministrazione del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio è associata a una riduzione del rischio di Alzheimer di circa il 55% rispetto al vaccino a dose standard. Questo effetto protettivo si mantiene per almeno due anni dopo la vaccinazione. Gli autori della ricerca sottolineano inoltre che l’effetto risulta più marcato nelle donne rispetto agli uomini.
I ricercatori spiegano che, già in studi precedenti, diversi vaccini antimicrobici avevano mostrato un collegamento con una diminuzione del rischio di demenza negli anziani, con una riduzione del 40% del rischio di Alzheimer nei quattro anni successivi alla vaccinazione antinfluenzale standard. La nuova indagine amplia questi risultati, evidenziando la maggiore efficacia del vaccino ad alto dosaggio.
La malattia: sfide e ricerca in Italia
In Italia, la malattia di Alzheimer colpisce oltre 600 mila persone, parte di un più ampio gruppo di oltre un milione di pazienti affetti da diverse forme di demenza. La ricerca italiana si concentra sull’identificazione di biomarcatori predittivi per consentire diagnosi precoci e interventi mirati, come spiegato dal progetto nazionale Interceptor, che sta reclutando soggetti per studiare vari biomarcatori e migliorare la capacità di prevedere lo sviluppo della malattia.
Nonostante gli sforzi, al momento non esistono terapie risolutive per l’Alzheimer e la gestione rimane incentrata sul rallentamento dei sintomi e il supporto ai pazienti e alle famiglie. Le nuove scoperte sul ruolo della vaccinazione antinfluenzale potrebbero aprire la strada a ulteriori studi e strategie preventive, sottolineano gli esperti.
Lo studio statunitense rappresenta un importante passo avanti verso la comprensione di come interventi semplici e diffusi, come la vaccinazione antinfluenzale, possano contribuire a ridurre l’impatto di una delle malattie neurodegenerative più gravi e diffuse al mondo.





