Roma, 24 marzo 2026 – Cucinare almeno una volta alla settimana può rappresentare un’importante strategia di prevenzione contro il rischio di demenza negli anziani. A rivelarlo è uno studio condotto in Giappone dal dipartimento di salute pubblica dell’Istituto di Scienze di Tokyo e pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health. L’indagine, che ha coinvolto quasi 11.000 partecipanti over 65, ha evidenziato come questa semplice attività domestica possa ridurre significativamente l’insorgenza della demenza, in particolare tra coloro che hanno meno esperienza in cucina.
Cucinare previene la demenza: lo studio giapponese
La ricerca si è basata su un monitoraggio della salute cognitiva di 10.978 anziani, reclutati nell’ambito del Japan Gerontological Evaluation Study (JAGES), un ampio progetto epidemiologico giapponese dedicato allo studio degli anziani e dei determinanti sociali della salute. I partecipanti sono stati seguiti per sei anni, con questionari che valutavano la frequenza e le capacità culinarie: dall’abilità a sbucciare la frutta fino alla preparazione di verdure. Circa la metà degli intervistati cucinava almeno cinque volte a settimana, mentre oltre un quarto non cucinava mai.
Durante il periodo di studio, 1.195 persone hanno sviluppato demenza. I risultati hanno mostrato che cucinare un pasto da zero almeno una volta alla settimana è associato a una riduzione del rischio di demenza del 23% negli uomini e del 27% nelle donne. Ancora più rilevante è la riduzione del 67% del rischio osservata nei soggetti con scarse competenze culinarie che si cimentavano nella preparazione dei pasti almeno settimanalmente.
L’importanza dell’attività culinaria per la salute cognitiva
Gli studiosi sottolineano che per gli anziani la preparazione dei pasti non costituisce solo un’attività fisica, ma anche uno stimolo cognitivo fondamentale. In un’epoca in cui si tende sempre più a consumare cibo da asporto o surgelato, mantenere l’abitudine di cucinare può rappresentare un’efficace misura preventiva contro il deterioramento cognitivo.
Il progetto JAGES, che raccoglie dati da centinaia di migliaia di anziani in Giappone, si conferma così uno strumento prezioso per individuare abitudini e fattori sociali in grado di influire sulla salute degli over 65, contribuendo alla costruzione di politiche sanitarie mirate a una società di longevità attiva e di qualità.






