Pisa, 2 febbraio 2026 – Uno studio innovativo condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con prestigiosi centri di ricerca europei e nordamericani, ha analizzato l’evoluzione delle prime due ondate di Covid-19 in Italia nel periodo pre-vaccinale, tra febbraio 2020 e febbraio 2021. La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, introduce un approccio statistico non convenzionale per monitorare e interpretare l’andamento della pandemia a livello territoriale, con particolare attenzione alle fasi in cui i vaccini non erano ancora disponibili.
Analisi dettagliata delle ondate pre-vaccinali
Lo studio si è basato su dati provinciali riguardanti la mortalità, la tempistica e l’intensità delle restrizioni governative, nonché su fattori socio-demografici, infrastrutturali e ambientali. È emerso che le due ondate differivano significativamente: la prima presentava picchi di mortalità più alti e concentrati, mentre la seconda era più diffusa e asincrona sul territorio nazionale. Nonostante queste differenze, le province italiane si sono raggruppate in tre cluster distinti, caratterizzati da livelli di mortalità lieve, intermedia ed elevata.
I risultati sottolineano l’importanza di restrizioni tempestive nel ridurre il tasso di mortalità associato al virus e mostrano un legame significativo tra mobilità locale e mortalità in entrambe le ondate pre-vaccinali. Tale collegamento evidenzia come le misure di contenimento e il controllo degli spostamenti abbiano avuto un ruolo cruciale nel mitigare l’impatto della pandemia, soprattutto prima dell’introduzione dei vaccini.
Il valore delle misure restrittive in assenza di vaccini
Francesca Chiaromonte, professoressa ordinaria presso la Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatrice dello studio, ha evidenziato che “il dibattito su costi e benefici delle restrizioni è fondamentale”. Tuttavia, ha aggiunto, “i nostri risultati, in linea con studi precedenti, suggeriscono che tali misure possono giocare un ruolo decisivo nel limitare l’impatto di un’epidemia nelle fasi iniziali, quando l’immunità vaccinale non è ancora disponibile”.
Questa ricerca rappresenta un contributo importante per la gestione futura di epidemie, fornendo strumenti per comprendere e prevedere l’evoluzione di fenomeni epidemici in assenza di vaccini. L’efficacia delle misure non farmacologiche, come distanziamento e limitazioni alla mobilità, rimane un pilastro nella risposta sanitaria a pandemie emergenti.






