Milano, 31 marzo 2026 – L’attenzione degli esperti si concentra nuovamente su un’evoluzione del virus SARS-CoV-2, noto come Covid: la variante BA.3.2, nota come Cicada, sta rapidamente diffondendosi negli Stati Uniti e mostra caratteristiche di significativa immunoevasione. Questa variante, emersa alla fine del 2024 e individuata per la prima volta in Sudafrica, ha suscitato allarme per le sue numerose mutazioni, specialmente nella proteina Spike, che è il bersaglio principale dei vaccini attuali.
Caratteristiche e diffusione della variante Cicada
La variante del Covid Cicada presenta tra le 70 e le 75 mutazioni genetiche nella proteina Spike, elemento che le conferisce una capacità superiore di eludere le difese immunitarie sviluppate con le vaccinazioni basate sulle versioni precedenti del virus. Nonostante non vi siano ancora evidenze che provochi forme di malattia più gravi rispetto ad altre varianti di Omicron, la sua rapida circolazione preoccupa gli scienziati.
Dal suo esordio nel 2025, Cicada si è diffusa in almeno 23 Paesi, con il primo caso americano registrato a giugno 2025 in un viaggiatore. Attualmente, il virus è stato rilevato in 29 Stati USA, sia in pazienti sintomatici sia nei sistemi di monitoraggio delle acque reflue, sottolineando la sua penetrazione capillare.
Le indicazioni del virologo Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, sottolinea che SARS-CoV-2 è destinato a diventare un virus endemico che continuerà a circolare nel tempo, analogamente all’influenza stagionale. Pregliasco evidenzia come la strategia evolutiva del virus sia quella di mantenere un equilibrio tra diffusione e gravità clinica, con varianti che tendono a causare forme meno severe pur garantendo la sopravvivenza del patogeno.
Lo scienziato ritiene probabile che la variante Cicada arrivi anche in Italia, data la forte interconnessione globale attraverso i viaggi internazionali. Rispetto alla capacità di sfuggire ai vaccini, Pregliasco ricorda che l’immunoevasione è una caratteristica comune nelle nuove varianti, ma ciò non significa che la vaccinazione perda efficacia. Anzi, i vaccini attuali continuano a ridurre significativamente ricoveri e decessi.
Vaccinazione e misure di prevenzione
Nonostante la variante BA.3.2 possa infettare un numero maggiore di persone a causa del minor riconoscimento da parte del sistema immunitario, il virologo insiste sull’importanza di mantenere la strategia vaccinale attiva. Negli Stati Uniti è stato proposto un richiamo ogni sei mesi per alcune categorie fragili, mentre in Italia si raccomanda un richiamo annuale, possibilmente in concomitanza con la campagna antinfluenzale.
Pregliasco enfatizza anche il ruolo delle misure di contenimento: protezione delle persone anziane e con patologie croniche, isolamento in caso di sintomi, igiene delle mani e mantenimento delle distanze sociali. Queste azioni rimangono fondamentali per limitare i contagi e mitigare l’impatto delle nuove ondate di Covid-19.






